Quel mazzo di carte che mia nonna lasciava sempre appoggiato sopra il frigo, avvolto da un elastico, con i bordi tutti consumati. Quello che conoscevo a memoria, le cui figure avevo osservato nei minimi particolari mentre giocavo a ruba mazzo o asse pigliatutto nei pomeriggi dopo scuola.

Ma da dove proviene?

La prima volta che me ne sono andato dal mio paese di provincia ho scoperto che quel mazzo in altre città di Italia non l’hanno mai visto. Senza parlare di altri paesi europei. Briscola? Ma che gioco è?
È iniziata così la mia piccola ricerca grazie alla quale ho scoperto una serie di aneddoti interessanti da sfoggiare a una cena con pochi spunti di conversazione!
Tutte le carte da gioco (carte da briscola, da poker, da bridge, i tarocchi) non sono altro che diverse versioni dello stesso mazzo che approdò in Europa durante il Medioevo ma di cui non si conosce l’esatta origine.
Il gioco delle carte nacque probabilmente in Cina, dove si giocava con delle carte che erano carte monete. In pratica, si giocava con la stessa posta in gioco!
La tradizione si è spostata in Medio Oriente e poi in Egitto, dove viveva il popolo dei Mamelucchi. Le carte dei Mamelucchi erano molto simili alle odierne carte da briscola italiane e spagnole, un mazzo composto da quattro semi: coppe, spade, bastoni da polo, denari.
I valori andavano da 1 a 10 più tre “figure”, malik (re), nā’ib malik (viceré) e thānī nā’ib (secondo viceré), che non venivano però raffigurati, poiché la rappresentazione di figure umane era vietata dalla legge islamica.

Carte Mamelucche, XV/XVI secolo.
Topkapu Sarayi Museum in Istanbul. 252 x 95 mms.

Le coppe erano di forma circolare, le spade curve come scimitarre e i bastoni da polo strane mazze squadrate. I bordi azzurri contenevano alcuni aforismi: “Guarda quanto meraviglioso è il mio gioco e il mio vestito è di straordinaria bellezza”; “Come perle su di un filo, sarò sollevata nelle mani di un re”.

Carte Mammelucche, XV/XVI secolo.
© Topkapu Sarayi Museum in Istanbul. 252 x 95 mms.

Non si sa precisamente quando le carte dei Mamelucchi approdarono in Europa ma negli editti del Trecento emanati contro il gioco d’azzardo spesso è possibile trovare menzioni a “carte dei mori”. Le Cronache di Viterbo del 1379 raccontano di un gioco introdotto dai Saraceni chiamato naybo. Il nome proviene dall’arabo nā’ib malik (viceré), una delle figure delle carte dei Mamelucchi. Tutt’ora in Spagna il termine utilizzato per carte da gioco è naipes.
Man mano che le carte Mamalucche furono adottate dalla cultura europea ai viceré islamici si sostituirono i personaggi della tradizione medievale europea: re, regine, cavalieri e fanti.

Mazzo di carte europeo più antico che si conosca “Italia 2”, 1390/1410.
Museo Fournier de Naipes di Vitoria.

Le carte nel tempo si sono anche modificate secondo il loro principale utilizzo, il gioco d’azzardo. Il retro era inizialmente bianco, ma questo permetteva ai proprietari del mazzo di segnare alcune carte, per questo motivo gli stampatori si decisero a produrre carte con dietro motivi complessi.
Anche le “figure” nel gioco potevano creare problemi: mentre si avevano le carte in mano c’era la tentazione di ruotarle per vederle al dritto, dando un indizio agli avversari di cosa si avesse in mano. Da qui l’usanza di stampare la figura specchiata, come nei mazzi italiani e francesi odierni.
Dall’Italia e la Spagna le carte da gioco di diffusero in tutta Europa con diverse varianti e gli stampatori sperimentarono con nuove tipologie di semi: in Germania si utilizzavano cuori, ghiande, campane e foglie.

Mazzo tedesco, Georg Kapfler, 1611.

Alcuni tipografi francesi adottarono i semi tedeschi e li semplificarono ancora di più, con l’obiettivo di ridurre i costi della stampa. Progettarono così il design delle odierne carte da bridge: cuori, quadri, fiori e picche; quest’ultime corrispondevano alle ghiande tedesche. Il mazzo francese ebbe molto successo per via della facilità nella sua riproduzione e venne adottato anche dall’Inghilterra. Esportato poi negli Stati Uniti, durante il Settecento al mazzo venne aggiunta la carta del Jolly. Il giullare era l’unico personaggio che potesse farsi beffe del re e la regina e vincerli al gioco! Nacque quindi l’attuale mazzo da poker.

Questa è la storia delle carte da gioco che usiamo ancora oggi.
Quando in una calda giornata di agosto in spiaggia qualcuno tirerà fuori un mazzo di carte e si appresterà a iniziare una partita a Macchiavelli, potrete finalmente raccontare con una lunga digressione l’origine di quelle stesse carte: “Ma lo sapete che le hanno inventate i Mamelucchi?!”. Per la gioia dei vostri amici!