Economico, intuitivo, bello e sostenibile. Non è un’utopia ma Hi Inn Self-Service che interpreta una nuova generazione di hotel economici, dove il design non è solo immagine ma diventa parte dell’esperienza self-service. Viaggiare non è mai stato così interessante…

La parola ‘economico’ in ambito hôtellerie non è più soltanto un’espressione rivolta alla (semplice) riduzione dei costi ma anche all’accessibilità e praticità dell’offerta. È il caso di Hi Inn Self-Service, progetto firmato da Vermilion Zhou Design Group a Ningbo, in Cina, che interpreta la questione attraverso una nuova idea di ospitalità: spazi compatti, servizi self-service, sistemi modulari e materiali riutilizzabili. Sancisce il superamento del classico e obsoleto modello tradizionale che prevede strutture poco accoglienti, con servizi all’osso e oggettivamente non eye-catching.

Una nuova generazione di hotel per una nuova generazione di viaggiatori

Il mondo cambia, come cambiano le persone e i loro stili di vita e in questo panorama multiforme nasce una nuova generazione di viaggiatori, per cui il rapporto qualità-prezzo non è l’unico parametro. Alla convenienza si aggiungono la libertà di scelta, la semplicità dei servizi e una maggiore attenzione all’ambiente. È a partire da queste esigenze che Hi Inn Self-Service diventa parte, a sua volta, di una generazione ‘sperimentale’ di hotel, in grado di proporre una rilettura nuova, fresca e iper-funzionale. La trasformazione riguarda l’intero sistema: non solo gli interni, ma anche il modo in cui gli spazi vengono utilizzati e i servizi organizzati. Il design, a sua volta, interviene sulla relazione tra ospite, ambiente e operatività, costruendo un’esperienza più autonoma e immediata. L’obiettivo progettuale risiede nell’eliminare il superfluo e garantire ciò che è invece necessario e ottimizzarlo al meglio, ad esempio la lobby compatta, le aree comuni e i servizi self-service sono organizzati per rispondere alle esigenze essenziali degli ospiti, riducendo al minimo la necessità di assistenza del personale.

Il design come sistema tra spazi modulari e self-service

Hi Inn Self-Service può essere ritenuto un case study in cui il concetto di servizio “fai da te” non riguarda soltanto il funzionamento dell’hotel ma diventa una vera e propria logica creativa e progettuale. Gli ambienti, infatti, sono organizzati attraverso unità funzionali che possono essere assemblate e adattate: pareti lavabo, guardaroba, pareti multimediali, aree dedicate alla ristorazione e zone lavanderia. La modularità permette così di semplificare la costruzione e rendere più efficiente la gestione degli spazi. Sia per la struttura sia per gli ospiti.

Anche le camere seguono questo principio: i diversi elementi sono concepiti come moduli prefabbricati nei quali sono già integrati illuminazione e componenti impiantistiche. Il risultato è un sistema partico e replicabile, oltreché mobile, capace di ridurre i tempi di realizzazione senza rinunciare alla qualità dell’ambiente. Anche il linguaggio visivo – tra colori, materiali e illuminazione – è un configuratore dell’atmosfera, essenziale ma accogliente, nella quale la semplicità non coincide con la rinuncia al comfort o alla bellezza.

Hi Inn Self-Service, non solo conveniente ma anche sostenibile

Un’altra questione affrontata (e non di minor importanza) è quella della sostenibilità, ossia rendere più efficiente un progetto costruito sulla necessità. Infatti, oltre l’80% dei materiali impiegati, tra pannelli in acciaio, profili angolari ed elementi standardizzati, è riciclabile, oltre ad essere mobili, smontabili e riutilizzabili. La sostenibilità entra quindi nel DNA del progetto senza essere trattata come un plus estetico o tecnologico, ma come una conseguenza – che dovrebbe essere naturale e comune – di un’architettura ‘propositiva’ per il presente e il futuro.

Con Hi Inn Self-Service, lo studio Vermilion Zhou Design Group propone così una possibile evoluzione dell’hotel economico: un modello nel quale efficienza, accessibilità e qualità dello spazio non sono in contrasto ma complementari. Il risultato è un’ospitalità pensata per una nuova generazione di viaggiatori, dove il design non si limita a definirne l’immagine, ma contribuisce al suo funzionamento.

Credits ©Jian Quan Wu


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