Dalla ricostruzione delle macchine alla ricerca sui codici, il Museo Leonardo3 di Milano dà forma alle intuizioni del genio rinascimentale. E con il Mazzocchio entra nell’ADI Design Index 2026.

Leonardo da Vinci entra nell’ADI Design Index 2026. Cinquecento anni dopo, un suo progetto trova posto tra le eccellenze del design italiano contemporaneo. Non è un paradosso, ma il risultato di una ricerca: il Mazzocchio, ricostruito dal Centro Studi Leonardo3 a partire dal foglio 710 recto del Codice Atlantico, è stato selezionato nella categoria Ricerca teorica, storica e critica. 512 elementi, un disegno diventato oggetto. E soprattutto una domanda: che cosa accade quando si prende Leonardo non soltanto come artista, ma come progettista?

La risposta si trova a Milano, all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, in Piazza della Scala. Qui il Museo Leonardo3 ha costruito un modo diverso di raccontare il genio rinascimentale. Non espone semplicemente la sua eredità: ne indaga i processi creativi, interpreta i manoscritti, ricostruisce macchine e rende verificabili intuizioni rimaste sulla carta. Il visitatore non guarda soltanto, ma esplora e sperimenta.

Inaugurato nel 2013, il museo nasce dal lavoro del Centro Studi Leonardo3, fondato nel 2005. Un laboratorio multidisciplinare in cui storici dell’arte, ricercatori, designer, modellatori tridimensionali, programmatori e artigiani lavorano sulle fonti originali. La filologia incontra la tecnologia, senza sostituirsi ai documenti: serve a comprenderli, interpretarli e restituire loro una dimensione concreta. È il metodo che ha prodotto ricostruzioni come il Leone Meccanico, il Grande Nibbio, il Carretto semovente e la Clavi-Viola, oltre al restauro digitale dell’Ultima Cena.

Macchine in scala reale, modelli funzionanti, installazioni interattive, ambienti virtuali: il percorso museale mette in scena non solo i risultati, ma il ragionamento che li ha generati. E trasforma la visita in un’esperienza attiva, accessibile anche a scuole e famiglie. Perché il punto non è celebrare un genio irraggiungibile, ma capire come osservava, formulava ipotesi e cercava soluzioni.

La ricerca non si ferma nelle sale. Il Centro Studi ha realizzato decine di esposizioni in Europa, Nord America, Medio Oriente e Asia, raggiungendo milioni di visitatori. Al suo profilo scientifico contribuisce anche Martin J. Kemp, professore emerito dell’Università di Oxford e da anni consulente del museo, tra i maggiori studiosi internazionali di Leonardo.

«Abbiamo affrontato e risolto le numerose complessità legate alla sua realizzazione, fino a trasformare in materia un’idea di Leonardo progettista e designer», spiega Edoardo Zanon, direttore scientifico di Leonardo3, a proposito del Mazzocchio. La selezione nell’ADI Design Index, che raccoglie 340 progetti in 14 categorie e apre il percorso verso il Compasso d’Oro 2028, riconosce proprio questa capacità: far dialogare una fonte di cinque secoli fa con il progetto di oggi.

A Milano, dunque, Leonardo non è soltanto una figura da ammirare. È ancora un pensiero che si traduce in progetto.

copyright Leonardo3 / www.leonardo3.net


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