Una vita dedicata alla bellezza, in cui arte contemporanea, progettazione, responsabilità sociale e design si intrecciano in una visione condivisa, capace di dare forma agli spazi e alle esperienze e di creare nuove relazioni tra materiali, ambiente, funzioni e persone.

Da oltre quaranta’anni, la Fondazione Antonio Presti porta avanti una visione dell’arte contemporanea come strumento di trasformazione sociale, culturale e territoriale. Nata dall’intuizione dell’artista e mecenate Antonio Presti, l’esperienza della Fondazione attraversa la Sicilia, mettendo in relazione opere d’arte, paesaggio, architettura, design e partecipazione collettiva. Dalla nascita di Fiumara d’Arte all’Atelier sul Mare, fino al museo a cielo aperto MAGMA nel quartiere Librino di Catania, il progetto supera i confini tradizionali degli spazi espositivi e porta la cultura nella vita quotidiana delle comunità.

Atelier sul Mare: arte, architettura e design da abitare

Nato nel 1991 a Castel di Tusa, nel Messinese, l’Atelier sul Mare è uno dei progetti più originali ideati da Antonio Presti. Il museo-albergo nasce dalla volontà di superare la distinzione tra opera d’arte e spazio espositivo, trasformando le camere in ambienti d’autore progettati da artisti contemporanei. Qui l’ospite non si limita a osservare le opere, ma le attraversa e le vive in prima persona, in un’esperienza immersiva che coinvolge sensi, percezione e immaginazione.

Il dialogo tra arte, architettura e design ridefinisce così il concetto stesso di ospitalità: materiali, superfici, colori e forme diventano elementi di un linguaggio progettuale capace di modificare il rapporto tra individuo e spazio. Dopo la chiusura della sede storica di Castel di Tusa nel 2023, la Fondazione ne ha raccolto l’eredità con il nuovo Atelier sul Mare a Villa Margi, nel territorio di Reitano, aperto al pubblico nel 2024. Il progetto ripropone alcune delle camere d’autore originali e avvia un nuovo percorso che si estende a un giardino di circa due ettari, destinato a diventare un museo a cielo aperto. Tra le opere presenti figurano il monumentale “Cavallo Eretico”, “Ammonite” e “Scudi Ribelli”, realizzate con materiali di recupero. L’obiettivo è mettere in relazione ospitalità, arte contemporanea e paesaggio, ampliando l’esperienza culturale oltre gli spazi tradizionali del museo.

Fiumara d’Arte: il museo contemporaneo nel paesaggio siciliano

Avviato nel 1986 con “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra, Fiumara d’Arte è il grande museo a cielo aperto che attraversa il territorio dei Nebrodi, coinvolgendo diversi comuni del Messinese. Il percorso si è arricchito nel tempo di sculture monumentali e installazioni ambientali realizzate da artisti di rilievo internazionale, trasformando il paesaggio in uno spazio di scoperta e contemplazione.

Fiumara d’Arte non è soltanto una collezione di opere all’aperto, ma un progetto che mette in relazione arte e identità territoriale. Ogni intervento dialoga con il contesto naturale, invitando il visitatore a osservare il paesaggio attraverso nuove prospettive. Anche la dimensione progettuale e la scelta dei materiali contribuiscono a costruire questo rapporto, in un equilibrio tra forma artistica, ambiente e percezione dello spazio. Il risultato è un museo diffuso che valorizza il territorio e ne rinnova la narrazione culturale, dimostrando come l’arte contemporanea possa diventare una risorsa per la comunità e per il patrimonio locale.

MAGMA a Librino: Pegaso e la rigenerazione attraverso l’arte

Nel quartiere Librino di Catania, la visione della Fondazione Antonio Presti assume una forte dimensione sociale. MAGMA, il Museo a cielo aperto di arte contemporanea ideato da Presti, interpreta l’arte come strumento di rigenerazione urbana e partecipazione, trasformando gli spazi pubblici in luoghi di relazione, memoria e appartenenza. In questo contesto si inserisce “Pegaso – Il Cavallo Alato”, scultura dell’artista Antonello Bonanno Conti donata alla comunità dalla Fondazione.

Con il suo richiamo al volo, alla libertà e alla capacità di superare i limiti, Pegaso diventa un simbolo rivolto soprattutto alle nuove generazioni: un invito a coltivare i sogni e a immaginare nuove possibilità per il futuro, specialmente in un quartiere che ogni giorno affronta importanti sfide. L’opera arricchisce il museo diffuso di Librino e si affianca a “La Porta di Pegaso”, installazione composta da oltre cinquemila manufatti in terracotta realizzati dai bambini, insieme alle loro mamme, attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto le scuole del quartiere. Pegaso e la sua porta si inseriscono in un percorso più ampio che, nel corso degli anni, ha trasformato Librino in un laboratorio di partecipazione culturale. Opere come “La Porta della Bellezza”, “La Porta delle Farfalle”, “La Porta della Conoscenza” e “La Porta dei Sogni” hanno coinvolto migliaia di bambini, studenti, famiglie e abitanti, facendo dell’arte un’esperienza condivisa.

Questi interventi non si limitano a modificare l’aspetto degli spazi urbani: contribuiscono a costruire una nuova immagine del quartiere, fondata sulla creatività, sul sapere e sulla possibilità di essere protagonisti del cambiamento. Le installazioni trasformano luoghi di passaggio in punti di incontro e riconoscimento collettivo, mentre i laboratori permettono ai partecipanti di lasciare una traccia concreta nella propria città. MAGMA rappresenta così un esempio di rigenerazione che affianca alla trasformazione fisica degli spazi quella delle relazioni sociali. La bellezza diventa un bene condiviso, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di restituire centralità alle persone nella costruzione del patrimonio culturale.


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