Siamo a Città Studi e precisamente in via Bassini, alla sede dell’Avis, e ci imbattiamo di nell’ultima opera di Serena Confalonieri che, dopo il progetto Quadra nel quartiere di Quarto Oggiaro (che aveva interessato la riqualificazione di una piazza), torna a dare il suo contributo estetico con il murale ‘Città Studi’ per l’iniziativa “Un nome in ogni quartiere”.

Il murale, che si estende non solo alla facciata ma anche sull’intera recinzione con richiami all’attività di Avis, è stato realizzato nella prima settimana di luglio di quest’anno con la collaborazione del collettivo muralista milanese Orticanoodles. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli abitanti del quartiere ma anche i numerosi studenti alla donazione di sangue e all’attività di Avis sul territorio.
A proposito del progetto, Serena Confalonieri ha affermato: “Il progetto parte dall’idea di poter riassumere nella scritta ‘Città Studi’ alcune delle caratteristiche e dei simboli di questo quartiere, dando al disegno due differenti livelli di lettura. In un primo momento prevarrà l’impatto estetico, dove si percepiranno forme ed elementi che ricordano istituzioni, architetture e protagonisti dell’area. Ad un secondo sguardo, si scoprirà che ognuno di questi elementi forma una lettera che compone il nome ‘Città Studi’”.

Ogni lettera disegnata sulla facciata ha un preciso significato e rimando ad elementi relativi al quartiere:
C – un libro aperto visto dall’alto
I – un omaggio a Giò Ponti e alle facoltà universitarie di Città Studi
T – i mosaici dei palazzi della vecchia Milano
T– una molecola chimica
A – la famosa A rossa dell’ingresso della Facoltà di Architettura
– una goccia di sangue, simbolo dell’AVIS

S – il bastone di Asclepio simbolo della Medicina
T – i decori delle ville anni ’20 presenti nel quartiere
U – la Facoltà di Ingegneria
D – l’Orto Botanico di via Golgi
I – l’Astrofisica
Dopo quello di Città Studi, altri murales realizzati nei vari quartieri della città fino a completare il progetto che prevede la riqualificazione di facciate in disuso con elementi caratteristici della cultura del territorio e del panorama dell’arte e del design contemporaneo milanese.

Photo courtesy © Wit Design