Tra le pagine di un libro ci si può immergere per vivere un racconto, ma cosa succede quando quello stesso racconto è compreso tra pareti, soffitti e banconi in stile post-industriale?
Ne sanno qualcosa gli architetti di lamatilde, studio torinese specializzato nella progettazione di interni, in particolar modo legati al mondo della ristorazione e dell’hospitality. Un mondo fatto di uomini, tradizioni e rivoluzioni tutte da raccontare, che i progettisti dello studio fanno sapientemente utilizzando lo spazio come uno strumento narrativo. Non a caso è loro la firma di diversi ristoranti, bistrot e locali torinesi; determinandosi così come autori di un’identità estetica che si fa sempre più forte nel capoluogo Sabaudo.

“A Torino la bellezza non è prorompente” ci dice Luca Macrì, architetto e partner di lamatilde “Piuttosto è qualcosa che succede lentamente, si fa strada sotto gli occhi senza destare sospetto, lasciando il tempo a chi la vive di farla propria, fino a diventare una componente intrinseca.” Sotto questo comune denominatore sono nati i nuovi progetti dello studio, che portano a Torino una bellezza fresca e nuova, per l’appunto.

© lamatilde studio

Fiat Cafè 500

Frutto della collaborazione e sinergia tra lo studio lamatilde ed una firma iconica della caffetteria torinese, Gerla 1927, il nuovo Fiat Cafè 500 è situato all’interno di Casa 500 a Lingotto, spazio d’allestimento extra museale a sua volta all’interno della Pinacoteca Agnelli. Esso incarna la visione innovativa della Pinacoteca e la sua volontà di diventare meta a tutti gli effetti sia per turisti che per i torinesi stessi.

I materiali utilizzati sono stati gli stessi di quelli già presenti nell’edificio e lo stesso vale per le sue proporzioni, di modo da far integrare perfettamente il Cafè nello spazio preesistente e nell’ambiente urbano circostante, in cui la collina e l’area industriale si incontrano e si scontrano in un dialogo costante.

Da fuori poi la vista è resa suggestiva dalla parabolica della Pista 500, che si estende per un chilometro sopra il tetto dell’edificio progettato da Giacomo Mattè Trucco prima, e riqualificato da Renzo Piano in seguito. Uno spazio che racconta in tutto e per tutto la realtà della fabbrica e più in particolare la fabbrica dove venivano prodotte le Fiat, ma con caratteri eleganti, minimali e moderni che si sposano benissimo anche con le proposte di bar, caffetteria e food di Gerla 1927.

Porto Urbano

Seguendo la scia industriale ma dai caratteri più pop è nato Porto Urbano, locale di 450 mq che è bar, ristorante e sede di eventi privati, ma anche pubblici e culturali. Il luogo è il risultato dell progetto di riqualificazione urbana dei Murazzi, un tempo centro della movida torinese e di cui adesso abbiamo (mi ci tiro dentro) bisogno di nuovo più che mai. Ecco quindi che dalle vecchie arcate, che un tempo ospitavano locali iconici come Jammin e Pier, sorge questa nuova realtà poliedrica ed eterogenea, in stretta collaborazione con EDIT (anch’esso risultato della riqualificazione di una fabbrica dismessa firmato lamatilde). Inutile dire quindi che lo stile richiama quello industriale dell’Italian Pub. Troviamo infatti anche qui elementi metallici, mattoni a vista e pilastri di cemento, ma a rendere il tutto unico e suggestivo è senz’altro l’ampio open space all’interno e la vista sul fiume del dehors.

Con un menu contemporaneo ma dal forte stampo piemontese e prodotti di qualità (tra cui la birra artigianale di EDIT che si descrive da sola), la proposta food segue perfettamente la filosofia del progetto creando così una sinergia tra interior design e ristorazione, indispensabile per una narrazione dello spazio che sia continua e coerente.

Un modo decisamente unico di concepire l’interior design, quello dello studio lamatilde, che permette a visitatori e fruitori di aumentare la propria esperienza negli spazi vivendoli con curiosità e stupore.