“È da evitare come la peste”. E se Peste fosse un festival, nato sullo storico spazio del lazzaretto di Milano, in un luogo che è sia salotto che laboratorio, sia area espositiva che officina? Il contagio a quel punto non sarebbe poi da disdegnare!

Arrivare in Fondazione in via Lazzaretto 15, almeno per me che ero novella di zona, non è stato poi così facile; colpa forse della piccola insegna gialla sul portone dell’edificio, o dei due cortili da attraversare prima di raggiungere l’ingresso. Nessuna paura comunque, perché una volta entrati nello stabile con le grandi vetrate, la tribuna in legno e il soppalco, allora capisci ne sia valsa la pena.

La scelta del nome il Lazzaretto, come dice la direttrice della Fondazione Linda Ronzoni, è stata motivata non solo dalla volontà di mantenere il legame con la storia del luogo, ma anche dal desiderio di ribaltare l’idea della contaminazione, per accogliere nuovi processi di trasformazione e cambiamento.

Lo spazio in primis ne è la conferma. Luminoso e arioso, era un luogo di passaggio per artisti e professionisti, ricco di poster e bozze sulle pareti, o adibito agli spostamenti di grandi sculture con il carroponte. Era inoltre atelier e laboratorio di Lydia Silvestri, scultrice e allieva di Marino Marini.

Oggi la sede è stata ristrutturata e mostra con orgoglio i suoi nuovi spazi, funzionali e necessari l’uno all’altro, come lo sono le fasi di un processo: il Salotto (l’incontro di idee), la Camera d’Aria (l’elaborazione e la struttura), la Grande Officina (la messa in atto) e il Mare Aperto (la divulgazione all’esterno).

A mo’ di antico salotto borghese, la zona delSalottonasce per incontrarsi e conversare, sorseggiando un tè tra vecchie poltrone e oggetti d’epoca, su quel soppalco che scorgi all’ingresso. Il secondo ambiente è la Camera d’Aria (la Red Room), il luogo in cui le idee vengono elaborate in ogni dettaglio e in cui il progetto viene definito in tutte le sue parti. Con le tende rosse e la struttura cubica, è a metà strada tra una camera oscura e la loggia nera di Lynch! C’è poi la Grande Officina, con il vecchio carroponte come monito, perché non ci si dimentichi di creare nell’atto pratico: laboratorio, palestra, museo, cineforum. È anche il luogo in cui si mangia assieme prima di recuperare le energie e tornare al lavoro. Infine il Mare Aperto, l’ambiente esterno al Lazzaretto, in cui divulgare e promuovere ciò che viene creato all’interno.

Quindi perché Peste? La Fondazione ha deciso di onorare lo spazio con un festival di quattro giorni (4-7 ottobre) fatto di eventi, performance, proiezioni, e la mostra “Rosso pestifero – Tabù e rossetto” per esplorare il femminile, tema di questa prima edizione.

Se storicamente il lazzaretto era il luogo della cura e della separazione dal resto del mondo, ora si propone di essere il contrario: un luogo in cui incontrarsi, creare, mescolarsi, ma soprattutto aprirsi. Non ci resta che partecipare al contagio!

IL FESTIVAL DELLA PESTE!
Milano, 4-7- ottobre 2018
INGRESSO GRATUITO
c/o FONDAZIONE IL LAZZARETTO
Via Lazzaretto 15 – 20124 Milano
Tel. +39 0245370810
info@illazzaretto.com
www.illazzaretto.com
#illazzaretto