È il 1777 quando Maria Teresa d’Austria commissiona all’architetto Giuseppe Piermarini il progetto per la residenza estiva del governatore generale della Lombardia austriaca, suo figlio Ferdinando d’Asburgo-Este. Ispirato senz’altro dalla Reggia di Caserta del suo maestro Vanvitelli, Piermarini tenne bene a mente anche il modello viennese del Castello di Schönbrunn nella progettazione dell’edificio, che in soli tre anni venne realizzato. A quel tempo, quando la villa non era ancora “reale” poiché non c’era alcun re in Italia né a Monza, non vi era traccia di una zona adibita a rappresentazioni teatrali, né era prevista dal progetto del Piermarini.
Probabilmente, questa mancanza dipese anche dal recente incendio al Teatro Regio Ducale nel Palazzo di Milano, che venne distrutto dalle fiamme nel 1776, a seguito del quale vennero poi costruiti il Teatro alla Scala e il Teatro della Cannobiana, frutto di accordi tra la nobiltà milanese e il governo austriaco. Per cui anche a Monza si decise di costruire un teatro separato dalla villa: il Teatro Arciducale, progettato dallo stesso Piermarini e situato sull’allora piazza del Mercato.

Fu solo nel 1805, quando Napoleone si proclamò Re d’Italia e nominò Viceré suo figlio Eugenio di Beauharnais, che la Villa divenne “reale” e che quest’ultimo, stabilitosi a Monza, decise di dotare il palazzo di un teatrino di corte. A Monza, tra l’altro, il Teatro Arciducale, ormai divenuto “Nazionale” sotto i francesi, venne distrutto da un incendio nel 1802, quindi la città era sprovvista di un edificio che potesse ospitare funzioni di intrattenimento di un certo tipo. Pertanto, venne affidato a Luigi Canonica, discepolo di Piermarini, il compito di progettare un teatro di corte per la Villa Reale.
Il compito non fu progettualmente semplice. Infatti, il teatro doveva essere realizzato necessariamente in uno spazio interno alla villa a cui doveva adattarsi, un’area di pianta rettangolare adibita alle cucine. Un caso non del tutto nuovo nella storia dell’architettura di corte. Infatti, un’analoga circostanza a cui probabilmente Canonica guardò per cercare un modello, fu senz’altro il Teatro Farnese di Parma, costruito nel Palazzo della Pilotta nel 1618 e nel quale la Sala d’Armi, di pianta rettangolare, venne trasformata in cavea.

La datazione della costruzione del Teatrino di Corte è incerta, ma si può dedurre che venne edificato tra il 1802 e il 1807 e che sicuramente, il 3 agosto 1808, vi furono rappresentazioni per festeggiare l’onomastico della viceregina Amalia Augusta di Baviera. Da alcune fonti sappiamo che venivano rappresentate opere in musica e in prosa e che il teatro veniva generalmente apprezzato per la sua bellezza.  In una pubblicazione del 1838, Antichità e siti rimarchevoli della città di Monza, leggiamo “avvi un grazioso teatro a guisa d’arena, fabbricato capace di circa trecento persone. È d’un buon gusto speciale con dipinti del Monticelli, scolaro dell’Appiani, e di vari scolari di Sanquirico. Di fronte al palco scenico sporge un bel palco reale a trono fiancheggiato a destra d’altro per le dame, ed a sinistra da quello pei dignitari di corte. Superiormente avvi la galleria per la gente di servizio, e la platea è circondata da tre ordini di sedili”. Da questa fonte veniamo a conoscere non solo la capienza del teatro, di circa trecento persone, ma anche i nomi degli illustri artisti che parteciparono alla sua decorazione, a cui è stato ridato lustro da recenti restauri.

Il fondale fisso venne dipinto da Andrea Appiani, pittore estremamente caro al regno napoleonico (suo è il ritratto di Napoleone conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano), mentre i dipinti della sala, di spiccato gusto impero, sono opera di Giovanni Perego, allievo dello scenografo Sanquirico, impegnato durante lo stesso periodo nelle decorazioni del salone del Teatro alla Scala di Milano. Nel sottopalco, invece, si trova ancora oggi la piantazione originale: i binari dove si muovevano le quinte in legno, comandate da un volano tramite delle carrucole.
Sebbene il teatrino di corte della Villa Reale di Monza sia ancora utilizzato per spettacoli ed eventi, non è sede di una stagione teatrale, infatti è possibile fare richiesta di prenotazione per eventi di natura privata ed è possibile visitarlo, purtroppo, solo in alcune date durante l’anno (https://reggiadimonza.it)