​​L’estate è sicuramente la stagione per eccellenza per ferie e viaggi, forse il momento migliore per scoprire posti nuovi.
La destinazione di oggi? Il Metaverso!
In molti ne parlano ma forse ancora in pochi possono dire di averne fatta esperienza diretta – per chi non si fosse ancora interessato all’argomento, basti tenere a mente che si tratta di un mondo digitale immersivo caratterizzato da spazi tridimensionali.
Sempre più frequentemente si organizzano eventi ibridi sospesi tra realtà fisica e mondo digitale, noi invece andiamo a scoprire una vera e propria città.

@ Zaha Hadid Architects

Liberland Metaverse è un progetto in collaborazione tra Zaha Hadid Architects, MytaverseArchAgenda a.o. e la Libera Repubblica di Liberand – una micronazione proclamata nel 2015 e non riconosciuta a livello internazionale, situata in un terreno conteso tra Croazia e Serbia.
Zaha Hadid Architects, sotto la guida del direttore Patrik Schumacher, ha progettato una città che vuole essere il punto di riferimento per l’industria 3.0 e al contempo contribuire allo sviluppo della micronazione Liberand.

@ Mytaverse

​In questa città dal design parametrico, un metodo di progettazione in cui gli elementi vengono creati con processi algoritmici anziché disegnati in modo tradizionale, sono presenti spazi collettivi quali un municipio, una piazza e un centro espositivo.

Degli spazi pensati completamente per un mondo digitale presentano ovviamente maggiori gradi di libertà. Ecco che, ad esempio, gli edifici dalle forme futuristiche spesso non presentano elementi statici “portanti”, come invece sarebbe necessario in un mondo caratterizzato dalla forza di gravità.  Considerando il progetto dal lato urbanistico invece, l’assenza di standard da rispettare e di situazione preesistente con cui confrontarsi, fanno del Metaverso un luogo in cui ospitare una città difficilmente realizzabile altrove.

@ Zaha Hadid Architects

​Dal punto di vista architettonico, progettare nel Metaverso offrirà probabilmente ottime condizioni per sperimentare maggiormente un design di tipo parametrico.
Ciononostante, pensando all’Architettura come disciplina, bisogna sempre però tenere a mente come per definirsi tale, essa abbia bisogno di un ambiente fisico e di un contesto sociale.
Solo con il passare di altre stagioni potremmo veramente capire dove ci porterà il viaggio nel Metaverso e di conseguenza, quali saranno i suoi risvolti nel mondo in cui viviamo.

@ Zaha Hadid Architects

English text

Traveling to discover Liberand. The first city in the metaverse designed by Zaha Hadid Architects

Summer is definitely the season par excellence for holidays and travel, perhaps the best time to discover new places.Today’s destination? The Metaverse!
Many are talking about it, but probably few can claim to have experienced it first-hand already- for those who have not yet deepened the subject, just keep in mind that it is an immersive digital world made by three-dimensional spaces.
More and more hybrid events are organised suspended between physical reality and the digital world, but we are going to discover a real city.
Liberland Metaverse is a collaborative project between Zaha Hadid Architects, Mytaverse, ArchAgenda a.o. and the Free Republic of Liberand – a micronation proclaimed in 2015 and not internationally recognised, located in a disputed land between Croatia and Serbia.
Zaha Hadid Architects, under the guidance of the director Patrik Schumacher, has designed a city that aims to be the icon for Industry 3.0 while contributing to the development of the Liberand micronation.
In this parametric designed city, a design method in which elements are created by algorithmic processes rather than designed in the traditional way, there are collective spaces such as a town hall, a square and an exhibition centre.
Spaces designed entirely for a digital world obviously have more freedom. Thus, for example, buildings with futuristic forms often do not have static ‘load-bearing’ elements, as would be necessary in a world subjected to gravity. On the other hand, considering the project from an urban planning perspective, the absence of standards to be met and of a pre-existing situation to deal with, make the Metaverse a place to host a city that would be difficult to realise elsewhere.
From an architectural point of view, designing in the Metaverse will probably offer excellent conditions for parametric design experimentations.
Nevertheless, when thinking of Architecture as a discipline, we must always keep in mind how it needs a physical environment and a social context to define itself. Only with the passing of more seasons will we truly understand where the journey into the Metaverse will take us, and consequently, what are its implications in the world we live in.