L’architettura che apre le porte ad un futuro inclusivo. Ecco lo slogan con il quale si presenta il progetto di Stefano Boeri Architetti China, vincitore del concorso internazionale per la realizzazione del più grande centro di riabilitazione in Cina, nella città di Shenzhen. Nonostante un’agguerrita concorrenza formata da Archistar di tutto il mondo, il distaccamento asiatico dello studio milanese di Stefano Boeri viene premiato per una filosofia innovativa che rende l’architettura protagonista del processo di riabilitazione, anche grazie ad un rapporto molto stretto con la natura e l’ambiente.

L’edificio si caratterizza per la massima accessibilità di utenti e cittadini, andando oltre il tradizionale concetto di luogo riabilitativo dove i pazienti vengono ospitati durante il periodo di degenza e diventando un vero e proprio luogo di interazione e benessere a stretto contatto con la natura. Anche questo progetto, infatti, rispecchia le linee guida stilate dallo studio negli ultimi anni, con il verde che diventa parte integrante della costruzione e degli spazi interni ed esterni. Nelle ampie terrazze sono piantati alberi ed erbe con proprietà curative e utili per l’aromaterapia.

Oltre alle terrazze e agli spazi verdi, il centro ospiterà numerose attività terapeutiche, ricreative ed educative. In aggiunta alle tradizionali palestre, infatti, troveranno spazio aree per lo sport individuale e di gruppo, workspaces per lo sviluppo delle capacità cognitive, musei e spazi educativi dove svolgere un percorso di formazione e riabilitazione. Un vero e proprio progetto inclusivo, con l’ambizione di non lasciare nessuno escluso.

Naturalmente, l’edificio vanta un importante carattere ecologico e sostenibile. Grazie ad impianti altamente tecnologici, sistemi di raccolta delle acque che eliminano gli sprechi e l’ampio uso del verde, l’edificio si autoalimenta, eliminando completamente l’impatto sull’ambiente circostante.
Un progetto sicuramente molto ambizioso, con obiettivi nobili ed una visione del fare architettura a beneficio della collettività. Uno spazio accogliente ed inclusivo, non un recinto, perfettamente integrato nell’ambiente circostante.
Una sfida per progettisti e società, per gettare le basi di un futuro diverso.