Tschumipavilijoen: arte e design alla fermata del bus
Tschumipavilijoen: arte e design alla fermata del bus
Tschumipavilijoen: arte e design alla fermata del bus
Tschumipavilijoen: arte e design alla fermata del bus

Vivendo a Groningen (Olanda), mi è capitato di passare davanti allo Tschumipaviljoen almeno un centinaio di volte. Sfrecciando in bici da casa verso il centro città, il tragitto più breve mi porta a passare dalla rotonda di Hereplein che, a fianco alla fermata dell’autobus, ospita una costruzione a metà tra architettura e arte contemporanea. Fino al mese scorso non avevo idea di cosa fosse, ma quando ho scoperto essere un importante polo espositivo d’arte contemporanea in Olanda ho deciso di contattare e intervistare il curatore del padiglione, Marinus de Vries.

Il padiglione ospita circa cinque esposizioni temporanee durante tutto l’anno, specialmente nel campo della Visual art. È costituito da un parallelepipedo di vetro e acciaio con due scale laterali e dalle fondamenta inclinate, un concept che richiama a gran voce il Barcelona Pavillion, il padiglione tedesco presentato da Ludwig Mies van der Rohe per l’esposizione universale di Barcellona del 1929 e pietra miliare per l’architettura moderna grazie alla sua forma semplice e l’utilizzo innovativo di materiali come marmo, onice rossa e travertino. Per questo motivo, afferma De Vries: “Questo padiglione è unico al mondo nel suo genere. Il suo design è stato ed è tuttora pionieristico”.
Tschumi ha realizzato questo padiglione ispirandosi al decostruttivismo, con lo scopo di rompere le regole e le forme dell’architettura tradizionale per rappresentare il caos presente nella società in quel periodo storico. All’interno, le mura di vitree dividono il parallelepipedo in cinque settori in maniera dinamica, alterando la percezione prospettiva del visitatore grazie a particolari angolazioni delle pareti. Questo effetto è spesso amplificato dal carattere audio-visivo delle mostre ospitate dallo Tschumipavilijoen, creando un gioco di illusioni che rompe gli schemi della tradizionale visita museale. O per dirlo con parole del curatore: “È come una decostruzione e ricostruzione del Design tradizionale, ma anche del concetto stesso di mostra: qui, gli eventi e le mostre ospitate nelle stanze interne sono tanto importanti quanto il padiglione stesso.”

Lo Tschumipavilijoen, detto anche “Glass Video Gallery”, fu disegnato nel 1990 dall’architetto Bernard Tschumi in occasione dell’evento “What a Wonderful World”, organizzato dal Groninger Museum e il comune di Groningen per celebrare i 950 anni dalla fondazione ufficiale della città. Assieme a Tschumi, vennero progettati ed eretti altri quattro progetti di personalità del settore quali Rem Koolhaas, Zaha Hadid, Coop Himmelblau e Peter Eisenman. Fatta eccezione per le opere di Tschumi e Koolhaas, i lavori vennero in seguito disallestiti e trasferiti al di fuori della città, ma l’evento fu un trampolino di lancio per alcune tra le maggiori superstar del mondo di Design e architettura.
Il padiglione espositivo è ora uno dei maggiori punti di interesse per arte e Design nella città di Groningen. E se la prima volta che l’ho notato, nove mesi fa, mi è parso un semplice spazio polifunzionale, ora ne ammiro la profonda integrazione all’interno del panorama urbano del centro di Groningen, proponendo uno sguardo fresco su arte e Design a disposizione di qualunque passante.
Lo Tschumipavilijoen rappresenta un perfetto esempio di come in Olanda l’arte e il Design sono spesso integrati nella quotidianità, nel paesaggio urbano, nei luoghi di passaggio, proponendo un punto di domanda alla fine della frase “L’arte è nei musei”.