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Da poco più di un mese, c’è una piccola novità in via Moscova a Milano. Forse a qualcuno è sfuggita, trovandosi in un tratto particolare della via, in un punto della città non abbastanza centrale per essere a Brera e non abbastanza a nord per considerarsi a Porta Nuova: un posto un po’ sfigato. Può essere.

La novità è la piazzetta pedonale (senza nome) di fronte alla sede dei carabinieri di palazzo Cattaneo, che ha ricevuto un restyling per eliminare le barriere architettoniche ed essere messa in sicurezza. È stato il vicino studio di architettura e ingegneria Mosae (via Moscova 25) ad essere incaricato di progettare una serie di piccoli interventi che ha restituito a Milano una piazza finalmente fruibile da tutti.

Dove prima c’era la grande fontana a cascata (sempre sporca e spenta), troviamo tavoli e panche realizzati con il recupero grandi pietre di granito. Accanto, una rampa per disabili e una gradonata attrezzata, che si fondono tra loro creando zone di sosta.

Ciò che colpisce di più, soprattutto di sera, è la nuova fontana al centro della piazza, realizzata con lastre di acciaio Corten retroilluminate che recano un brano di Italo Calvino tratto da Le città invisibili.

A coronare l’intervento, una rete sulla quale si arrampicherà una vite canadese.

Con le reti i Mosae ci sanno fare, come dimostrato nel padiglione del Brasile di Expo 2015, per il quale ne hanno progettata una capace di “catturare” oltre 15000 persone al giorno. Gli piacciono così tanto le reti, che ne hanno messa una anche nel loro studio, per i momenti di relax durante la giornata (tra l’altro sono anche molto disponibili a farci fare un giro).

La piazza si trova in cima ad un parcheggio di quattro piani, realizzato per il volere della cooperativa Verde Moscova che, tra intoppi burocratici, Mani Pulite, presunti ritrovamenti archeologici e contenziosi con l’azienda incaricata dei lavori, dopo 27 anni è riuscita a consegnare l’ultimo box.

Una storia surreale tutta italiana, iniziata nel 1979 in occasione dell’anno del Fanciullo, quando la “Milan col coeur in man” del socialista Tognoli destinò a giochi e impianti sportivi per i più giovani l’area dove sorgeva la  Manifattura Tabacchi, distrutta dai bombardamenti degli alleati.

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