Nella zona sud di Milano, nei pressi della stazione di Rogoredo, un’altra area, di 1200000 m2 circa, va conquistandosi un nuovo nome proprio col PGT per Milano 2030.  Si tratta del tanto discusso quartiere di Santa Giulia e, scrivendolo, mi domando come siano sempre tanto discussi i progetti di rigenerazione urbana; ma la risposta è forse molto semplice: prima si discute scetticamente delle scelte architettoniche e poi, quando iniziano i lavori, della solita vicenda in pieno italian style, necessaria, mi son detto a questo punto, a un qualche ordine cosmico superiore di cui ignoro la meccanica.

E proprio in questo pieno stile, sulle aree ex Montedison e ex Redaelli, sorge (o meglio, incomincia a fare capolino) il quartiere di Santa Giulia, i cui lavori sono stati iniziati nel 2005, quando ero ancora vergine e non esserlo più era il vero scopo della mia vita. Successivamente, nel 2010, venne attuato un sequestro preventivo dell’area per dubbi sull’effettiva salubrità dell’acqua di falda durato cinque anni.

Nel 2014, a verginità persa ormai da un po’, l’avanzamento dei lavori è stato stimato intorno al 30%.

L’autore del progetto del Masterplan, rimaneggiato nel tempo, è stato il celebre Lord Norman Foster. Il progetto prevedeva la realizzazione di residenze di lusso a nord, con un centro congressi e una chiesa che sarebbe dovuta essere progettata da Peter Zumthor, mentre a sud, nei pressi della stazione di Rogoredo, di residenze di vario tipo – edilizia libera e convenzionata. Al centro, a dividere le due aree (ops! volevo dire “a congiungere”), un grande parco.

Dietro uno slogan, vecchio già negli anni ’70, esaltante il quartiere come “un brano di città” o come “una città nella città”, si nasconde un quartiere tagliato fuori da Milano, murato vivo dalla tangenziale, dal raccordo autostradale e dalla ferrovia.

Eppur si muove! Esclamerebbe Galilei. Con il nuovo masterplan del 2016 per la zona nord, per la quale i lavori non erano mai stati iniziati, qualcosa sembra cambiare grazie anche alla joint venture tra Risanamento Spa e l’australiana Lendlease. Altra spinta notevole arriva dalle olimpiadi di Milano-Cortina 2026, per le quali si dovrebbe realizzare una grande arena proprio nella zona nord del quartiere.

Con questo spirito allegro e vitale, l’augurio, soprattutto per gli abitanti del quartiere, è che i lavori si concludano al più presto; ma soprattutto che vengano risolti i problemi causa di disagi per i residenti della zona sud, come la mancanza di servizi e l’isolamento dal resto della città, che la rendono sì un brano di città, ma di una città fantasma. 

D’altra parte, se è vero che nomen omen, bisogna ricordare che Santa Giulia morì martire.