Con i suoi undici edifici, di cui i sette del “Villaggio Expo” già completati, il complesso di Cascina Merlata deterrà il primato di intervento di housing sociale più ampio d’Italia. Dopo aver, dunque, ospitato le delegazioni dei paesi durante EXPO 2015, gli appartamenti delle torri già realizzate sono stati messi in vendita e sono tutti SOLD OUT.

www.socialvillagecm.it

Sebbene ancora sia percepibile la discontinuità tra il nuovo quartiere e la zona più consolidata del quartiere Gallaratese, la forte identità e la notorietà conquistata da Cascina Merlata a suon di pubblicità ‒ e non solo ‒ hanno fatto sì che il suo nome comparisse tra gli 88 NIL (Nuclei di Identità Locale) di Milano.

www. caputopartnership.it

In fatto di primato, quello dimensionale non sarà l’unico per il quartiere. Cascina Merlata sarà, infatti, anche il primo quartiere completamente a zero emissioni: zero gas e solo fonti di energia rinnovabile (a pochi giorni dall’incontro tra Greta Thunberg e papa Francesco è doveroso ricordarlo).

Quello che vediamo oggi quasi realizzato è il risultato di un processo iniziato ormai più di dieci anni fa. Era il 2008 quando venne indetto il concorso per il masterplan di Cascina Merlata, vinto ex aequo dalle cordate guidate da Paolo Caputo Partnerships, Antonio Citterio and partners e Mario Cucinella Architects. Il masterplan è poi diventato proposta preliminare di piano che andrà a costituire il Piano Integrato di Intervento.

Nel 2010 venne indetto un altro concorso, AAA Architetti cercasi, destinato ad architetti under 35, per la progettazione di un altro lotto. Così ai blasonati studi ‒ tra cui MCA, Antonio Citterio Patricia Viel and Partners, Caputo Partnership, C+S ‒ venivano affiancati i giovanissimi B22 e PURA.

www.cascina-merlata.it

Meno di un mese fa, il 25 marzo, è stata avviata la seconda fase del progetto, che vedrà la realizzazione degli altri quattro edifici residenziali la cui ultimazione è prevista per la fine del 2020.

Con l’intervento di Cascina Merlata e i diversi interventi nella zona del Gallaratese, la parte nord-ovest di Milano si sta configurando come un vero e proprio centro dell’abitare contemporaneo, sia dal punto di vista architettonico sia da quello sociale e politico, restando in attesa di vedere come si configurerà la zona e come sarà effettivamente vissuta. Ma per capire se le discontinuità tra il vecchio e il nuovo, accentuate dalle grandi arterie viabilistiche, saranno risolte e se prenderà vita un quartiere davvero vivo e vissuto e che possa fare da riferimento ai futuri sviluppi urbani milanesi e italiani, bisognerà aspettare ancora qualche tempo.