Lasciata alle spalle la Danimarca e il suo quartiere privo di rifiuti, prendiamo un breve volo per L’Aia, dove UNStudio ci presenta la loro idea di ‘Future City’, un intervento urbanistico nei pressi della stazione centrale della città che raccoglie le idee di una città proiettata nel futuro, perfettamente funzionante e allo stesso tempo attenta all’ambiente con un uso attendo dell’energia.

L’area è di circa un chilometro quadrato e comprende, oltre a quella principale, altre due stazioni secondarie. Le infrastrutture sono quindi una presenza molto rilevante e diventano il punto di partenza del progetto urbanistico. UNStudio sviluppa un sistema su due livelli, quello inferiore destinato alla ferrovia e ai trasporti e quello superiore destinato ai pedoni e ad una movimentazione più lenta. Questa suddivisione delle velocità in sezione ricorda un po’ le teorie urbanistiche dei primi decenni del ‘900 con i vari Harvey Wiley Corbett, Ludwig Hilberseimer, LeCorbusier e tanti altri che sicuramente sto dimenticando.

Un altro elemento distintivo di questo progetto sono i cosiddetti ‘gateway’, dei veri e propri edifici a ponte che attraversano la ferrovia e collegano in modo aereo le varie zone del quartiere, offrendo ai cittadini servizi e spazi pubblici per favorire l’interazione sociale. Il largo impiego di pannelli solari, le centrali geotermiche e un sistema di recupero delle acque garantiscono un consumo energetico quasi nullo e rendono questi edifici dei veri e propri punti di riferimento per l’architettura sostenibile.

Il progetto viene definito ‘socio-technical city’ e si pone l’obiettivo di trasformare un’area dal carattere transitorio in un vero e proprio centro di aggregazione sociale, ricco di verde, spazi pubblici e servizi, destinato non solo ai viaggiatori ma anche ai cittadini.