La mattina di sabato 27 ottobre, a Milano, si è tenuto un evento atteso da più di un decennio: l’inaugurazione della Biblioteca degli Alberi, l’ultimo parco meneghino in ordine di realizzazione.
Il parco è l’ultimo tassello che completa la rigenerata zona di Porta Nuova. Collega Piazza Gae Aulenti, il quartiere Isola e la sopraelevata di via Melchiorre Gioia. Ideato dalla paesaggista olandese Petra Blaisse, dello Studio Inside Outside (che nel lontano 2004 si aggiudicò la gara), il parco si estende su una superficie di 95mila metri quadri, conta un’infinità di specie arboree, area cani, punti relax, orti tematici, aree gioco per i più piccoli, un’enorme vasca e sentieri per i runner.
Secondo voi, quindi, potevo perdermi un evento così? Risposta esatta. Non potevo perderlo. Certo, dopo il caldo record dei giorni scorsi un po’ di sole lo avrei gradito anche io, ma dopotutto siamo ad ottobre. E la nebbia e la pioggerellina lo hanno ricordato a tutti. Nonostante ciò, coloro che hanno partecipato all’evento mattutino erano in tanti. Ed erano tutti molto entusiasti, compreso il sottoscritto. Vi spiego perché.

Innanzitutto perché appena sono entrato nel parco mi sono sentito subito a mio agio. Forme geometriche, architettoniche ed elementi di design sono tutti in grande armonia. E l’ho notato attraversando poi il parco in ogni direzione possibile, nelle aree tematiche circolari, camminando in mezzo ai cespugli, fermandomi sulle sdraio in legno nelle aree relax o sostando sulle panchine con, alle spalle, i salici piangenti. Insomma, vivendo il luogo: uno dei modi più autentici per capire ed interiorizzarne i valori.
Tutto bello e a posto, quindi? Sì. Anzi, se vogliamo dirla proprio tutta no, anche se davvero si tratta di un’inezia. Però, per dovere di cronaca, dobbiamo dirlo. Qualche punto del parco deve essere ancora sistemato. Si deve infatti provvedere alla rimozione delle recinzioni da cantiere ancora presenti. Pensate: alcuni operai erano al lavoro proprio mentre si stava svolgendo l’inaugurazione.

Comunque, nonostante la piccolissima nota stonata, mi ha fatto piacere, e al tempo stesso fatto pensare un po’, una cosa. Soprattutto in ottica futura. Da più fonti è stato confermato che il parco sarà open, aperto h24 e senza recinzioni. Una scelta forte e coraggiosa considerando che i parchi sono spesso al centro di una valanga di critiche. Proprio per la gestione, sicurezza e manutenzione del parco Palazzo Marino ha lanciato un bando, aperto fino al 19 novembre, per decidere a chi affidare questa bella “patata bollente”. In attesa che si decida il nome dell’ente affidatario, chiudo con una considerazione. In questo nuovo parco ci vedo un grandissimo potenziale. Consegna infatti al capoluogo lombardo, e ai milanesi tutti, una grande responsabilità: quella di impegnarsi ogni giorno per proteggerlo dall’inciviltà. I prossimi anni daranno il verdetto. Nel mentre godiamocelo e, se non ci siete ancora andati, fatelo appena potete. Merita!