Dove vi porto oggi?

A fare un viaggio nel passato.

Più precisamente a Carcassonne, nella regione francese dell’Occitania, una medievale cittadella fortificata, caratterizzata dalle sue 53 torri, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e rimane intatto un monumento entrato a far parte del Patrimonio UNESCO ormai vent’anni fa.

Proprio in occasione di questo anniversario, il Centre des Monuments Nationaux ha commissionato all’artista svizzero Felice Varini la realizzazione di un’opera che celebrasse uno dei più suggestivi siti UNESCO.

L’opera sarà visibile fino alla fine di settembre; si può definire “a misura di monumento” per le sue dimensioni: si estende infatti lungo tutto il fronte Ovest della fortificazione della città e invita i visitatori ad utilizzare la Porta d’Aude per l’ingresso alla cittadella.

Certamente un’opera facile da definire, più complessa da realizzare.

È composta da 15 cerchi concentrici di colore giallo, il primo posizionato all’ingresso della Porta d’Aude, gli altri si propagano poi come un’onda lungo le mura, le torri e le corti circostanti.  Per la sua realizzazione è stata utilizzata la tecnica di “stencil di proiezione” in notturna durante il mese di marzo, per verificare il posizionamento dei cerchi, che sono stati poi realizzati con fogli di alluminio, un materiale duttile e leggero, scelto anche per non intaccare in alcun modo le pareti del monumento e assicurare la temporaneità dell’opera.

Esiste quindi un punto di osservazione “ideale” dal quale poter avere la percezione della geometria intatta, basta uno spostamento di pochi metri per perdere l’orientamento, trasformando l’immagine in qualcosa di scomposto e indefinibile, ma quest’opera di Urban Art esperienziale lascia questo tipo di libertà: chi si sofferma a viverla sceglie cosa vedere, come vedere e da dove osservare, avendo la possibilità di muoversi nello spazio dell’installazione e ricevere ogni volta un’impressione diversa.