In questi tempi di costante battaglia contro il temibile virus, di tutorial che ti insegnano a lavare le mani e di ricerca febbrile al parere medico più autorevole, voglio raccontarvi un progetto che sembra ideale per passare una quarantena o isolarsi da possibili contagi. Parliamo di casa Monsaraz, una casa ipogea progettata da Aires Mateus, collocata tra le colline della campagna portoghese. 

Come anticipato, la casa è realizzata su un unico piano interrato, che si affaccia all’esterno attraverso patii che portano luce allo spazio interno e un angolo-terrazzo rivolto verso il lago Alqueva, generato dal dislivello della collina che si abbassa dolcemente verso l’acqua. Una serie di sottili aste metalliche piantate nel terreno definiscono il perimetro della casa, aprendosi solo in corrispondenza della scala di accesso che porta al corridoio distributivo che taglia in due gli spazi domestici. Verso il lago sono posti la cucina e il soggiorno, mentre le camere con i rispettivi bagni si accomodano intorno ai patii.

Lo scheletro della casa è realizzato in cemento, lasciato a vista su pavimenti e soffitti, mentre le pareti sono realizzate in legno grezzo. I patii e i pochi spazi aperti sono invece rivestiti in piastrelle bianche che riflettono al massimo la luce solare illuminando gli ambienti interni, caratterizzati da uno stile minimale dalle linee sobrie ed essenziali.

Il progetto ha un approccio molto rispettoso nei confronti della natura in cui sorge, riducendo al minimo l’impatto sul paesaggio circostante, ma allo stesso tempo si pone in forte contrasto, esaltando il carattere materico del cemento con volumi geometrici netti e ben definiti.

Una casa molto interessante, ideale per fuggire dal delirio e dalla frenesia tipica dei nostri giorni.