“Sono sempre una sfida, ma anche un’opportunità per confrontarmi con autori e curatori, e con gli stessi artisti.”

Così Barbara Balestreri parlava dei suoi progetti, lei, che fece conoscere la luce  al panorama italiano.

Senza dubbio una delle migliori Lighting Designer in circolazione.

Dopo la sua recente scomparsa mi piacerebbe ricordare Barbara con un suo progetto a me molto caro:  l’illuminazione di Villa Necchi Campiglio, storica residenza appartata nel cuore di un signorile e tranquillo quartiere del centro di Milano.

Prima di procedere, però, vi chiederei di leggere queste parole immaginandovi una serata primaverile e una musica di inizio 900.

Progettata da Piero Portaluppi negli anni ‘30 su richiesta della famiglia Necchi Campiglio, membri della elegante borghesia industriale milanese, si fa custode di strepitosi capolavori d’arte, e di una piscina, che per quanto splendida non riesce ad essere lei, la star della serata.

La sfida per Barbara fu proprio questa, illuminare le opere, il loro “contenitore” e il silenzioso giardino che lo circonda.

E quindi lo splendore degli arredi déco, degli oggetti d’uso comune e degli importanti pezzi d’arte è stato impreziosito da diversi tipi di illuminazione, studiata centimetro per centimetro, dalle opere alle pareti, fino alla luce soffusa e intima dei corridoi con volta a botte.

Dai bagni alle cucine, la luce accompagna discreta gli aspetti funzionali dei luoghi progettati sapientemente da Portaluppi, il tutto risaltando i materiali pregiati utilizzati nella realizzazione della villa.

Ovviamente non poteva mancare l’illuminazione del giardino, progettata  in modo da decorare, ma stando attenta a non “oscurare”, la meravigliosa architettura. 

La splendida  piscina (tra le prime private in città), non è in grado di rubare la nostra attenzione, che seduti su di una sedia nel prato, sarà sempre rivolta all’ elegante ingresso principale.

Sempre pronta a confrontarsi con architetti e artisti, teneva a precisare un fatto a lei molto caro: 

 “Il mio compito è modellare una materia astratta: la luce”.