La Design Week 2019 è finita da diverse settimane, ma si continua a parlare di un prodotto in particolare, stiamo parlando di WireLine, lampada firmata del duo Formafantasma, composto da Simone Farresin e Andrea Trimarchi.

Questo progetto fa senz’altro parte di quel design che io chiamo design “fatto bene”.

Questo perché WireLine è frutto di una minuziosa indagine sulla riduzione delle componenti di un prodotto illuminotecnico, al punto da renderlo il più essenziale possibile.

Non a caso la location di installazione è stata la vip lounge di MIART 2019, luogo sicuro e protetto dal caos frenetico della settimana del Design, questo per dare la possibilità ad un prodotto straordinariamente pulito di perdersi nello spazio.

WireLine, continuazione del progetto iniziato con WireRing nel 2017, è il risultato di uno studio che “spoglia” l’apparecchio illuminante fino a lasciare solo le due componenti principali: il cavo di alimentazione e la sorgente luminosa.

La mia personale lettura di questa lampada gira attorno ad un meraviglioso paradosso, ovvero che nel lighting design quando si progetta una lampada sono due le cose che devono essere tassativamente nascoste: il cavo e la sorgente luminosa. Loro invece li mettono in bella mostra, li esaltano, sotto gli occhi di tutti e non dimentichiamoci che WireLine è composta solo da questi due elementi.