Tra i nuovi prodotti presentati recentemente da Artemide non si può non parlare di Bontà: lampada da tavola portatile, nata dalla collaborazione tra il designer Attila Veress e lo chef Davide Oldani.
Attila Veress è un giovane prodigio del design. Nato in Transilvania e cresciuto negli Emirati Arabi, laurea in Industrial Design all’Istituto Europeo di Design di Milano, collabora fin da giovane con importanti brand e aziende italiane ed internazionali: 3M, Guzzini, San Pellegrino e BMW, collezionando inoltre importanti riconoscimenti, tra cui la Menzione d’onore al XXIII compasso d’oro (Targa giovani).

Davide Oldani è considerato uno degli ambasciatori della cucina italiana nel mondo ed esponente della cucina “pop” e contemporanea di nuova generazione. Allievo, tra l’altro, del compianto chef milanese Gualtiero Marchesi (1930 – 2017), nel 2003 apre il suo primo ristorante D’O, a Cornaredo (sua città d’origine) in provincia di Milano conquistando, in seguito, l’ambita stella Michelin.

Artemide non necessita di presentazioni: è tra i brand di illuminazione più importanti al mondo e vanto italiano del design Made in Italy. “E’ oggi sinonimo di design, competenza nel progetto della luce e innovazione con prodotti che sono espressione di ricerca e grande qualità di manufacturing”.

Dall’unione tra i talenti, e i due distinti universi, di Oldani e Veress, con il design e la ricerca tecnologica di Artemide, nasce Bontà.

E’ una lampada da tavola costituita da due elementi: il primo, la base in vetro opalino, e il secondo, la parte superiore, in vetro soffiato interamente lavorato a mano da artigiani veneziani.

Dalla parte inferiore si diffonde la luce: calda, morbida e avvolgente, che ha il compito di creare, all’interno di uno spazio, un’atmosfera di convivialità, generando un equilibrio ideale tra luce naturale ed artificiale, senza che l’una sovrasti l’altra.

La ciotola superiore, disponibile in diverse dimensioni e finiture (Brass, Silver e Titanium), accoglie al suo interno il cibo, lo esalta, illuminandolo, e al contempo lo rende protagonista ed elemento di convivialità e condivisione tra quanti siedono allo stesso tavolo. Non è in fondo questa l’essenza del cibo: quella di unire per condividere?

Bontà sembra allora rappresentare il legame tra i due elementi di sostentamento che nutrono la nostra vita: la luce e il cibo.

La lampada è simbolo di artigianalità e tradizione: grazie alla lavorazione del vetro, interamente a mano, e all’amore per la gastronomia e il cibo, entrambi elementi che rendono l’Italia orgogliosa e fiera nel mondo.

Non solo tradizione, ma anche innovazione e sperimentazione convivono in Bontà: la lampada infatti è senza fili, portatile e a risparmio energetico. Adotta nuove tecnologie, tra cui la luce a led con batteria ricaricabile wireless (utilizzata già da Artemide nella lampada Come togheter), con una durata fino a 32 ore e la possibilità di regolare l’intensità luminosa dell’apparecchio.

Artemide ancora una volta rispecchia quella che è la sua filosofia, “The Human and Responsible Light” (la luce umana e responsabile), che guida l’azienda milanese dal 1960: anno in cui fu fondata a Pregnano Milanese da Ernesto Gismondi.

L’approccio che l’azienda adotta integra progettazione e ricerca, nel caso di Bontà rappresentate dalla cooperazione tra il designer Veress e lo chef Oldani, e in altri casi anche dalla relazione con laboratori di importanti università italiane ed internazionali.

Artemide in questi sessant’anni non ha mai smesso di collaborare con i più grandi designer italiani ed internazionali (non basterebbe un articolo per citarli tutti), non rinunciando mai ai valori, alla manualità e agli antichi saperi. Ha sempre indagato i bisogni della società e di una cultura che spesso mutavano troppo rapidamente, riuscendo ogni volta a regalarci prodotti innovativi e senza tempo: capaci sempre con la loro luce, “umana e responsabile”, di illuminare il cammino di intere generazioni.

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© Artemide
© Federico Villa Studio