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Fin da bambino ho amato la musica, grazie ad un nonno che per passione suonava il pianoforte ed il violino e che ascoltava musica classica, moderna, spagnola e greca perché in quei luoghi faceva i suoi viaggi.

Mi piace tutta la musica, ma soprattutto i cantautori: i cantastorie che con la chitarra e le parole raccontano storie. Io con la matita ed i disegni, sono come loro: racconto, attraverso i progetti, storie che nascono dall’intreccio della mia storia con quella dei committenti, anche grazie alla musica.

La mia storia professionale inizia negli anni ’80 a Milano ed è caratterizzata da incontri che lasciano segni importanti; la prima collaborazione è con lo studio di Ettore Sottsass e associati: un maestro, un saggio che ogni mattina ti dà un insegnamento semplicemente con un gesto, uno sguardo, una parola, in compagnia di Matteo Thun, Aldo Cibic, Michele De Lucchi ed i tanti collaboratori di paesi diversi in studio per uno stage. È qui che incomincio a disegnare i negozi di Fiorucci all’estero.

Sono gli anni dei convegni, come “ Dal cucchiaio alla città “, dove s’incontrano e si ascoltano i grandi protagonisti del design e dell’architettura.

La seconda collaborazione è con Hisao Hosoe, industrial designer giapponese che mi fa conoscere un mondo lontano, l’isola del nulla nel mezzo di cerchi che s’allargano concentrici, aprendomi la mente; qui sono responsabile dei progetti dei negozi di calzature Bruno Magli. Infine lo studio di Antonio Barrese, grafico, esperto d’immagine e comunicazione che mi accompagna sulla via della libera professione.

Fino ai primi anni del 2.000, giro il mondo per realizzare i negozi di Romeo Gigli, Sergio Rossi, Iceberg e Gerani, Hilton-Vestimenta produttori di Armani, e vari brand del fashion: seguendo la moda e aggiungendo il design, porto il Made in Italy nei paesi dell’Est, in Azerbaijan e Kazakistan, negli Emirati arabi, a Beirut, a Parigi, Marsiglia, Costa Azzurra e Provenza, a New York e Miami.

Sono esperienze a volte difficili, ma sempre profonde: sono viaggi che portano lontano e mi permettono di conoscere nuove culture e tradizioni, di crescere professionalmente e personalmente, di arricchire il mio spirito di viandante.

Seguendo questi percorsi, sopraggiunge il 2003 che è al tempo stesso un punto di arrivo e di partenza: casualmente entro nel mondo nautico e si aprono nuovi orizzonti, grazie a Costa Crociere che ha acquistato uno spazio di 350 mq. sotto gli uffici della sede di Genova e vuole trasformarlo in una lounge, show room, club per il mondo Costa e per la gente della città.

Ricordo il primo incontro con il Presidente della società: mi disse “ Architetto, ho chiesto ad altri suoi colleghi un progetto e mi hanno presentato soluzioni minimaliste……io voglio un bordello!!!!”

Impiegai un po’ di tempo a capire che non intendeva un luogo d’annunziano, ma di piacere come benessere e lusso: fu l’occasione di esprimermi secondo la mia filosofia che il lusso non è sinonimo solamente di denaro, ma un servizio personalizzato, un progetto su misura dove si rispettano le aspettative del cliente dedicandosi personalmente a lui, incontrandolo più volte per arrivare a presentare un concept che mixi le sue richieste con il mio linguaggio architettonico.

Nacque così il C dream, un luogo di emozioni, uno spazio sensoriale con uno specchio parlante e petali di rosa a cascata dal soffitto, uno schermo all’acqua e profumi di essenze, un mega pouff appeso al soffitto su cui sdraiarsi e dondolarsi, una spirale realizzata in metacrilato da Jacopo Foggini in cui compiere un percorso interiore ed emozionale:tutto avvolto nella luce mutevole di un sistema programmato di led.

Il successo di questo progetto portò Costa Crociere a chiedermi di essere il direttore artistico e supervisore per la realizzazione della fusione tra gli uffici esistenti ed i nuovi spazi appena acquistati proprio sopra il C dream: nacque il Palazzo Costa, quartier generale della compagnia di crociere, che creò un asse Milano-Genova che percorsi per sei anni ed alla fine richiese di vivere a Genova gli ultimi otto mesi di cantiere.

Raccolsi in un libro, Palazzo Costa tra terra e mare, la lunga storia di quegli anni trascorsi con il team di progettazione, i costruttori e fornitori in riunioni e viaggi.

Il C dream era stata l’occasione di personalizzare con artisti e artigiani delle particolari sedute prodotte da Rossi di Albizzate: l’azienda mi chiese di partecipare ad un concorso indetto dal salone nautico di Massa Carrara sul tema “ interni di yacht di 24 metri”. Insieme ad Emanuela Venturini con cui condividevo i lavori in quegli anni vinsi il concorso: elemento di grande impatto era la seduta, un’onda sinuosa lunga più di sette metri che l’azienda decise di produrre dividendola in moduli che permettevano svariate composizioni ed impieghi. Nacque Londalunga che grazie alle trasformazioni date dal  cambio di rivestimento e decori, con le diverse misure e forme, personalizzó i miei progetti per Jeckerson a Milano, Mosca e il Pitti di Firenze; per gli allestimenti del Sia Guest di Rimini, per gli eventi dei Cibartisti a Milano, per una mostra di Brera design district al Fuori Salone di Milano.

Nel 2004 iniziò la collaborazione con Swarovski: l’azienda austriaca mi chiese di sviluppare uno studio per l’applicazione dei cristalli e di polvere di cristalli, il crystal fabric, su materiali di arredamento come pietra, legno, vetro, pelle, tessuto, metallo, resina. Coinvolgendo in questo progetto anche vari artisti che già collaboravano con me, mi buttai nella strada del design di arredi e illuminazione: nacque La Medusa Swarovski ed il Sea flower con La Murrina, Heidi e Dolasilla con Italamp, una collezione di sedute e letti per Baxter, sedie, tavoli ed arredamenti per Oak, Airnova, Valentini, Pistore marmi. Inoltre, sempre con la personalizzazione dei decori degli artisti, cominciai la sperimentazione di inserire i cristalli nelle resine di Gobbetto per la realizzazione di pavimenti e pareti nei negozi, case, uffici e allestimenti dei miei progetti.

Mixando questi elementi ho realizzato gli stand per Swarovski al Decosit di Dubai e all’Index di Brussels, gli allestimenti per mostre ed eventi per artisti, per lo spazio Mad Zone di Brera, location dedicata alla moda, arte e design, per il Sia Guest fiera dell’ospitalità di Rimini, per un evento di Volvo a Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio.

Interior design, retail, events and luxury diventarono le parole chiave del mio raccontare storie di progetti; il mondo del lusso divenne anche materia d’insegnamento come docente nei master dell’istituto Marangoni e dell’Accademia di moda e design HFFA di Milano. Corsi imperniati sull’interior design del fashion shop ed il retail, altri sul lusso come “ life style italiano”.

Con lo studio Dicesare design di Shangai nasce la collaborazione che porta alla creazione dello spaziomod, l’asse Italia-Cina:uno spazio esperienzale dove promuovere le eccellenze del design e dell’architettura d’interni attraverso progetti ed iniziative legate all’arte, al food, alla moda e ai viaggi.

Partner di questa iniziativa sono le migliori aziende di arredamenti italiane, ma soprattutto quelle realtà definite sartorie del lusso che sono insieme artigianali ed industriali: la loro potenzialità è di unire tradizioneed esperienza con tecnologia, ricerca, passione e voglia di superare ostacoli.

Con loro e con Swarovski disegno nuove forme e spessori, nuove finiture che nascono dalle lavorazione delle pietre e dei marmi, del legno, del vetro, del metallo con nuovi macchinari e tecniche, nuovi e personali decori e colori: nuovi oggetti, a volte un po’ magici da destare stupore ed incredulità.Si creano pezzi unici d’arte, serie limitate di oggetti e collezioni di tessuti.

……e continuo a raccontare storie attraverso i recenti progetti di negozi a Riga e Tolosa, ma soprattutto con un eclettico progetto iniziato lo scorso anno, ora in progress, Mad for Brazil Mad for Design, dedicato alla creatività brasiliana che ha coinvolto gli istituti Poli-design e IED, Brasil S/A, il consolato brasiliano, il Boscolo Hotel di Milano, lo spazio TID, Mad Zone, i Cibartisti ed alcune aziende del settore arredo.

Per ora chiudo con la citazione di un grande e bizzarro personaggio del mondo musicale, Frank Zappa: “ parlare di musica è come ballare di architettura”.

Marcello Albini Portfolio

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