Sono nato a Como e lì ho vissuto fino all’inizio dell’Università di Architettura, quando ho cominciato a frequentare Milano che è poi diventata la città del lavoro dove ho trasferito casa e studio; il mio spirito di viaggiatore e le opportunità professionali mi hanno poi permesso di girare il mondo, per tanti anni fino ad oggi.

Da poco più di un anno alterno i periodi in Grecia ed i giorni a Milano, a quelli sul lago di Como, in un paesino a circa trenta minuti di battello dalla città: Torno.

Lì, salendo per il dedalo di viuzze, si arriva alla casetta che è diventata il mio ritiro, dove mi rilasso, dove penso e creo, dove progetto, dove condivido la vita con la gente del posto seduto al caffè di fronte all’imbarcadero, dove inizio le passeggiate verso i monti, dove salgo sul battellino per raggiungere l’altra sponda e scendere a Moltrasio e Cernobbio.

A Torno porto impressi nella mente i ricordi dei diversi viaggi in città ricche, in città povere, in città tecnologiche, in città umane, in nature e spazi solitari che sono anch’essi città: qui il cuore li filtra trasformandoli in emozioni.

Al ritorno da una città per un progetto realizzato, inizio l’elaborazione del concept di un nuovo progetto, ma forse non è così definito, con un prima e un dopo, non è come sembra, nel mio progettare mi lascio trasportare dal movimento dell’acqua; non seguo degli schemi prestabiliti, mi affido alle intuizioni che nascono in una forma quasi mistica.

L’elemento che accompagna la mia quotidianità è appunto l’acqua, grazie al lago che vedo dalla terrazza di casa, i torrentelli che scendono dalla montagna e l’acqua con il suo movimento a volte impetuoso, altre tranquillo e melodioso quando sono sul battello che scivola sulle onde del lago.

Grazie al girovagare, incontro persone, grazie ad amicizie anche di vecchia data, ho scoperto artisti e personaggi vari che vivono e lavorano a Torno, Moltrasio, Cernobbio e dintorni.

A Moltrasio, vicino alla cascatella che esce dalla gola della montagna e divide il paesino in due, vive e lavora Davide Comelli che si occupa di comunicazione visiva, docente all’Accademia del lusso di Milano, video maker, ha collaborato con architetti, registi ed artisti.

A Cernobbio vive Erika Trojer: nata in Alto Adige, un passato da fotomodella a Milano, da anni lavora qui nel suo atelier “Spazio forno”, creando opere artistiche che nascono dal riciclo; ama raccogliere tappi, occhiali, meccanismi, lattine, bossoli, oggetti buttati e morti e con la sua creatività dargli una nuova vita.

Inoltre con il marito Enzo ha curato la ristrutturazione e l’arredo di una casa in pietra sopra Torno, sulla mulattiera che porta al Monte Piatto, trasformandola in un gioiello di design.

Sempre in coppia, ha trasformato un maso contadino nel suo paese d’origine, Villabassa, in un piccolo regno del lusso e del benessere mantenendo i materiali e le caratteristiche della tradizione altoatesina.

Enzo Schettino che ama sorvolare il lago pilotando l’idrovolante ed anni fa si è spinto fino in Grecia ha l’hobby del collezionismo. In una viuzza nel profumo delle migliori brioches di Cernobbio della vicina pasticceria, c’è la sua “Tribal”, una piccola galleria che espone pezzi di rara arte africana.

Alcune maschere ed oggetti vengono dal museo di Massimo Bargna: lui vive a Capiago, paesino tra I boschi tra Como e Cantù. È scrittore e giornalista, ha ereditato dal padre il mal d’Africa: tantissimi i viaggi in Africa, a volte mettendo a rischio la vita, per trovare pezzi originali che colleziona nella sua casa, in una parte adibita a museo.

Ha sposato una donna africana, ha due figli nel mondo musicale: lei cantante, lui chitarrista.

Insomma un piccolo, ma intenso mondo africano!

Chi il lago lo domina, vede dall’alto quel tratto tra Como e Cernobbio, è Nicola Salvatore che vive e lavora a Cardina, la collina a fianco di Cernobbio. È un artista, lo scultore delle balene: sua un’affascinante mostra dedicata ai cetacei “Sotto il segno della balena”, allestita alcuni anni fa nei giardini di Villa Olmo.

Ci siamo conosciuti per un progetto di Costa Crociere a cui abbiamo lavorato insieme, ho continuato a seguirlo anche come docente all’accademia di Brera con il suo particolare ed interessante corso” Trattoria da Salvatore” dove conduce i suoi studenti sulla strada unificata dell’arte e del cibo.

Alterna i periodi comaschi a quelli in Marocco, vivendo e lavorando a Marrakech.

Infine a Torno, tra design e food, da un anno troviamo lo chef Andrea Berton.

Ci siamo incontrati nel 2014 per un progetto di cucina iniziato con un’azienda di cucine, il patrocinio dell’Accademia HFFA di Milano e presentato con l’evento “ A Luxury style .. of cooking” nella show room di Baxter di Milano insieme allo chef Berton. Un progetto che dopo mesi di lavoro si è arenato: si sa, non tutte le storie sono a lieto fine e a volte s’interrompono.

Casualmente ho ritrovato lo chef a Torno, quando l’anno scorso hanno aperto l’hotel Sereno, dove prima c’era lo storico Villa Flora degli anni ’50 e lì al ristorante c’è Andrea. Lo scenario è la natura ed il lago su cui si affaccia e internamente il design di Patricia Urquiola: design, food uniti nella professionalità che Berton ha acquisito prima come discepolo di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, e poi nei suoi ristoranti di Milano.

Ecco i miei personaggi… così prendono forma delle storie, storie di persone diverse che corrono parallele come binari, che sui binari scivolano, s’incontrano, talvolta cambiano anche direzione, ma sempre arrivano ad una destinazione.

…… e questi i luoghi dove incontrarci, perché la vita è l’arte dell’incontro ed incontrarsi è il solo modo di sopravvivere ……