Giancarlo Gobbetto nasce a Mestre, ma la lascia da bambino per trasferirsi a Milano dove studierà e diverrà infine geometra, incominciando presto a frequentare cantieri grazie al padre e lo zio che si occupano di laminazioni ed edilizia.

Nel 1958/59 nasce nell’hinterland milanese, a Trenno, la Gobbetto resine che poi si trasferirà nell’attuale sede di Trezzano sul Naviglio. In quegli anni le resine venivano usate per la costruzione di barche e aerei e dall’incontro di Giancarlo ed un ingegnere del settore nautico nasce la sfida di usare la resina nell’edilizia. Attraverso la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione la Gobbetto brevetta un prodotto monolitico che negli anni Sessanta e Settanta troverà un grande utilizzo nel settore dell’industria alimentare e farmaceutica per rivestire vecchi pavimenti; il Monosint è una resina che attira anche Gaetano Pesce che inizia a realizzare oggetti artistici innovativi.

Con gli anni Ottanta, l’obiettivo di Gobbetto si sposta dal settore industriale a quello residenziale e commerciale e nascono nuovi prodotti che permettono effetti spatolati, personalizzati con finiture diverse e decori artistici, adatti per interni di negozi, show room ed abitazioni. A cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta vengono coinvolti anche i figli che, insieme alla mamma Itala che da sempre supporta con il suo amore, comprensione, sostegno e suggerimenti il marito, diventa la famiglia Gobbetto…una vita per le resine. Una famiglia che gode anche dell’affetto della mamma di Giancarlo, nonna Virginia che ora, grazie alla sua abitudine di un bicchierino di limoncello dopo i pasti, ha raggiunto 106 anni.

La figlia Clarissa, dopo aver studiato al liceo artistico e poi alla facoltà di architettura, nell’azienda cura l’aspetto artistico, decorativo e scenografico, mentre il figlio Gianluca che ha studiato da geometra e poi architettura, entra come direttore tecnico occupandosi degli aspetti tecnici di applicazione delle resine e delle ricerche tecnologiche.
Da Clarissa che cura la comunicazione ed i rapporti con architetti ed artisti, arriva la “resina sartoriale” per mantenere l’industria di resine Gobbetto s.r.l. comunque legata all’approccio artigianale; da Gianluca arriva invece la nuova resina che garantisce l’isolamento dalle onde elettromagnetiche.
Grazie a Giancarlo che si muove piano piano, con passione e prendendosi talvolta anche del matto, e grazie alle innovazioni portate dai figli, gli anni Duemila iniziano con grandi novità: la show room Gobbetto di Milano diventa il punto d’incontro di artisti, architetti e designer e, durante il Salone del mobile resine, colori e musica sono la scenografia per feste ed eventi del Fuori salone.

Come un’alchimia avviene la trasformazione della resina da materiale dell’arte: iniziata grazie a Gaetano Pesce, prosegue con Carla Sozzani ed il suo Corso Como 10 e conquista Vittorio Sgarbi negli anni del suo Assessorato alla cultura del comune di Milano, così che Gobbetto verrà coinvolto in diverse manifestazioni, eventi e mostre, progetti di decoro urbano per il comune di Milano.

Il terzo millennio porta anche l’inaugurazione dello stabilimento di Trezzano, dove si produce la resina: è un’azienda che si muove istintivamente seguendo un percorso dove s’intrecciano il prodotto, l’arte e la storia. L’azienda di Trezzano è fabbrica dove si produce, accademia dove si tengono corsi per insegnare le tecniche ai posatori e corsi per artisti per imparare come mixare arte e resina, museo dove conservare la storia della resina attraverso esperimenti, prototipi, oggetti e realizzazioni.

Nel lungo percorso Gobbetto arriva a produrre resine fotosensibili cambiando colore e forma, elastiche per rivestire qualunque oggetto, asportabili e riutilizzabili, atossiche e termoindurenti, ecologiche.
Tutto ciò avviene grazie all’intuizione di Giancarlo che è il primo a credere nelle possibilità della resina, a tanta sperimentazione, ricerca, sviluppo, esperienza e un grande investimento, alla collaborazione continua con architetti.
È un percorso variegato che in sessant’anni lo porta a lavorare con Motta e Alemagna, Farmitalia Carlo Erba, con Calvin Klein, Giorgio Armani e Roberto Cavalli, con la Triennale di Milano e il Palazzo Reale; realizza la pista per la scuola dei piloti dell’autodromo di Monza, viene chiamato da AGIP per realizzare strade camionabili in Africa con resine che consolidano la sabbia.

Tra i tantissimi progetti Giancarlo è legato a due lavori: Farmitalia Carlo Erba e CTC (centro cinematografico di Milano) dove è riuscito ad abbinare il prodotto industriale con quello civile.

Un progetto in cui esplode tutta la fantasia delle resine Gobbetto è per me Resinopolis.
Resinopolis nasce in occasione del Salone del mobile di Milano del 2009 nel Palazzo della Triennale, presso lo spazio di Material ConneXion.
Si potrebbe chiamare “Giancarlo nel paese delle meraviglie”, uno spazio fantastico, colorato grazie a totem, parallelepipedi come grattacieli, tutto decorato da designer e artisti utilizzando l’intera gamma di resine, mischiando suoni ed emozioni, luci e magie. Risulta essere, più che un allestimento, una città o meglio un mondo nuovo fatto di alchimia, creatività, fantasia.

Giancarlo Gobbetto è come un alchimista rinascimentale che trasforma: la pietra filosofale gli appare in uno dei suoi viaggi in Egitto sul Sinai, al sorgere del sole, e diventa la sua missione. Si concretizza in occasione della necessità di rivestire velocemente una scala esterna della sede del CTC: è un giorno che nevica e sono necessarie varie prove per capire la reazione al freddo della resina. Il giorno dopo analizzando gli esperimenti, Giancarlo trova tra gli scarti un cilindro di resina con un bellissimo elemento elicoidale all’interno: non si riuscirà a riprodurlo e da quel momento per Giancarlo sarà il DNA della resina.
Da quella pietra filosofale nascono i vari prodotti: Dega art, Dega carpet, Dega spatolato, Dega strip, Dega texture, Flexint, Monosint, Poliepo biolux, Poliepo termo, Street spot (marchi e brevetti registrati), resine che permettono di colorare il mondo, che testimoniano l’evoluzione di un prodotto adatto a rivestire superfici per interni ed esterni, che evidenziano il percorso sperimentale di Gobbetto.

Nel ripercorrere con Giancarlo i sessant’anni della Gobbetto per raccontare questa storia, mi sono ritrovato a ripensare a tutti i miei progetti da architetto realizzati con le sue resine, dagli anni Novanta, per Costa Crociere, per Jeckerson, per Swarovski e per case e negozi a Mosca e Baku: soprattutto con Swarovski è stato interessante sperimentare l’uso dei cristalli e della polvere di cristallo abbinati alla resina e al decoro degli artisti.

Tra i tanti ricordi che riaffiorano il più divertente e quando in occasione della celebrazione dei cinquant’anni della Gobbetto, al Palazzo della Triennale, fui chiamato come testimonial e per il mio speech inventai il motto “Non c’è progetto senza architetto, non c’è resina senza Gobbetto”.
Da allora è diventato il grido di battaglia di Giancarlo Gobbetto che continua a muoversi per riuscire ad ottenere con i suoi prodotti un riconoscimento mondiale, …. e con un sogno: creare una resina all’acqua perché l’acqua è purezza e limpidezza, è essenzialità per la chimica e la fisica.

Sarà una grande sfida perché la resina non è compatibile col fuoco e con l’acqua. Sicuramente Giancarlo l’alchimista ci riuscirà!!!!!