Scala è il termine che è normalmente utilizzato per indicare una struttura che ci consente di superare agevolmente un dislivello, per lo più un semplice luogo di passaggio, lo strumento che ci permette di raggiungere lo “Spazio”. Come progettare quindi una scala che invece diventi lo “Spazio”?
Ne è un esempio il risultato ottenuto in occasione del Kips Bay Decorator Show House.
Si tratta di un evento, organizzato dal Kips Bay Boys & Girls Club, che invita artisti e designer a trasformare gli interni di un edificio di Manhattan. Nato, nel 1973, per ragioni benefiche, ovvero raccogliere fondi per il doposcuola dei bambini della città di New York, si è trasformato in uno degli eventi imperdibili per gli appassionati di arte e design.

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Sasha Bikoff, a cui è stato assegnato “l’arduo compito”, è una interior designer, nata a New York, che, solo dopo aver iniziato la sua carriera nel campo dell’arte, lavorando anche per la Gagosian Gallery di Chelsea, ha deciso di fondare il suo studio.
Il suo stile eclettico, vivace e colorato si riflette perfettamente anche nel progetto Stairway to Heaven. Lo spazio della scala, stretto e angusto, è stato trasformato in uno spazio non tradizionale, in un momento spettacolare e di forte impatto su chi la percorre.
Partendo dall’idea che il progetto dovesse rivolgersi ai bambini, mostrando che la creatività è alla base della realizzazione di qualsiasi sogno, è rimasta fedele alla sua concezione di design: divertente, ma anche intellettuale.
Proprio per questo si è ispirata al gruppo Memphis, a Ettore Sottsass e Alessandro Mendini, per creare un gioco di forme, colori e pattern che si sviluppano lungo tutto il percorso e creano dinamismo.
Per realizzare il tappeto, la designer si è affidata alla collaborazione che The Rug Company, un deciso e ulteriore tocco artistico è stato dato alle pareti inserendo polaroid di modelle e pop star quali Christina Aguilera, Jay Z, Naomi Campbell, e specchi di artisti come Chris Schanck e Misha Kahn, oltre a Ultrafragola di Sottsass.

Tutto contribuisce a rendere questo spazio un’esperienza unica, onirica, un vero e proprio sogno in technicolor dal quale non ci si vorrebbe risvegliare mai.