Imbattersi oggi in un progetto di boutique/concept store è una sfida veramente grande sotto tanti aspetti, parlano i numeri: oggi le vendite online rappresentano il 20% di tutti gli acquisti al dettaglio; un negozio su 12 nelle vie principali delle grandi città ha chiuso negli ultimi 5 anni.

L’e-commerce, dopo la rivoluzione social mobile, ha messo in ginocchio il sistema della vendita al dettaglio, diventando nel tempo il peggior nemico del retail; ma questa, ammettiamolo, è una solfa già digerita.

Ma il retail design non si piega, anzi, stupisce con input capaci di conquistare l’attenzione di un consumatore iperconnesso e difficile da sedurre: serve un valore aggiunto.

Il negozio assomiglia sempre più a un palcoscenico in cui si accetta la sfida di sorprendere il cliente, vero centro delle strategie di progettazione e di comunicazione.

Per noi è molto importante ciò che si riesce a trasmettere con i nostri progetti perché questa professione ha a che fare non solo con la persona ma con le sensazioni e le emozioni, perché l’essere umano ha bisogno di essere sedotto e affascinato da un progetto nella sua interezza. Non deve essere semplicemente qualcosa di bello che si guarda come in una vetrina.
La nostra attenzione ai dettagli e le emozioni che possono generare nelle persone sono fondamentali nei nostri progetti.

Rispondono in questo modo le due creative più eclettiche del design milanese, Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, designers e donne visionarie, fondatrici di Studiopepe, che firmano con un concept versatile, fresco e iconico gli interni del nuovo flagship store a Bangkok: JASPAL.

Prima curiosità: Cosa è un flagship store.

Ѐ uno slang britannico adottato dai brand per identificare in maniera assoluta e inequivocabile i punti vendita, utilizzato dunque per comunicare i valori aziendali attraverso una brand identity/image più o meno tangibile ed accattivante.

Esempi lampanti sono l’Apple NYC flagship store

e… JASPAL.

Jaspal è una boutique di 460 mq con un’atmosfera “neo-folk”: il brand e la location sono thailandesi, il progetto di interior invece respira un’anima assolutamente made in Italy marchiata Studiopepe, per la costante ricerca armonica di linguaggi contrastanti e contaminazioni materiche.

Il layout disegna uno spazio sofisticato dettato da una maglia verticale di espositori a tutta altezza realizzati in tubolari con dettagli ottonati e piani in paglia intrecciata, che ricordano le sculture cinetiche di Alexander Calder.

Le ceramiche smaltate delle colonne all’ingresso fanno da eco alla tradizione artigianale locale, alternandosi con un twist in chiave contemporanea alle sofisticate tonalità neutre di fondo della cipria, verde celadon, cemento, terracotta e rattan.

Lo spazio è quindi caratterizzato da continui contrasti cromatici e materici: le fibre naturali e il cemento si scontrano con la leggerezza delle tinte.

Alle finiture grezze del cemento e del legno, utilizzato nelle mensole e nelle cornici dei separè dei camerini, si giustappongono le superfici lucide e laccate dell’ottone e della ceramica.

La lettura rigida dettata da uno sviluppo fortemente verticale degli espositori è invece contrastata da pareti curve e dalle forme morbide dei mobili su misura e degli oggetti disegnati da Studiopepe che si fondono con pezzi e lampade nordici degli anni ’50 di Isamu Noguchi.

Per tessere le nostre trame ci divertiamo a mescolare armoniosamente ingredienti diversi, nella convinzione che questo approccio plurale possa condurre a risultati inaspettati e nuovi.
(Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto)

E Jaspal è senza alcun dubbio un esempio ben riuscito e studiato di ingredienti armoniosamente mescolati: una trama di tradizione, materia, icona.

Oggi quindi gli spazi di vendita riescono a essere efficaci quando boutiques come Jaspal incuriosiscono, suscitano valori emozionali, quando sono in grado di narrare, rendere il visitatore protagonista attivo e condurlo nelle trame di una storia capace di stabilire un legame profondo con il marchio che ha scelto di conoscere da vicino: un assoluto esempio di story-telling, per farla breve.