Fuorimano OTBP, la cui sigla sta per “Off The Beaten Path”, cioè “fuori dai sentieri battuti”: è tutto tranne che un locale di tendenza, o frequentato da influencer dei social media. E a me piace soprattutto per questo!

È veritiero il fatto che è localizzato fuori dai sentieri conosciuti, come recita il sottotitolo del locale: lontano dalle luci della ribalta (ma facilmente raggiungibile), dalle strade eleganti del centro, dalle stradine di Brera, dagli affollati e turistici Navigli o dai negozi di lusso della Galleria Vittorio Emanuele in Duomo. Ma, come spesso capita: le cose belle si possono trovare anche nei posti meno “sospettabili”.
Ubicato nel quartiere Bicocca, vicino all’omonimo Polo Universitario, limitrofo alla zona di Cà Granda e Gorla, a due passi dal Teatro Arcimboldi e agli spazi espositivi di Arte Contemporanea dell’Hangar Pirelli Bicocca.  Si trova in una delle aree metropolitane che, tra le prime a Milano, è stata protagonista di progetti e piani socioeconomici di riconversione e rivalutazione di aree dismesse e periferiche. Di vocazione industriale, grazie al progetto urbanistico del compianto architetto milanese Vittorio Gregotti (1927 – 2020) e del suo Studio di Architettura, dalla fine degli anni ’80, il quartiere Bicocca ha conosciuto la sua “seconda vita”.

Fuorimano OTBP incarna proprio questo spirito di rinascita: il locale stesso viene concepito infatti all’interno di un capannone industriale, per un periodo anche raviolificio, riconvertito dal Marzo 2015 in una pizzeria, cocktail bar e caffè letterario.
“Assegnare” uno stile al Fuorimano OTBP sarebbe un errore: proprio perché nasce con l’intento di essere un locale riconoscibile, ma non classificabile.
Di certo il carattere industrial è evidente ed intrinseco al luogo stesso: gli interni del locale sono ospitati, appunto, in un grande capannone dai tetti alti, con ampie finestre in metallo, un lucernario al soffitto, il pavimento in resina, i pilastri in mattoni e gli impianti di condizionamento a vista. La sua identità è quella e non è un’imitazione: e piace soprattutto, e anche, per questo. Al fascino industrial si unisce l’ottimo gusto utilizzato nell’arredamento, curato dalla designer Alice Frana e dai proprietari: gli arredi sia interni che esterni sono di un’elevata raffinatezza e ricercatezza.

Qualcuno li potrebbe definire vintage, ma sono molto di più: sono colorati, caldi, accoglienti e dall’aria un po’ retrò e nostalgica. Si abbinano divani e poltrone di recupero a pezzi di design, insieme ad un vecchio pianoforte, una bici appesa ad una delle pareti, delle lampade da terra degli anni ’60/’70, antiche sedie in legno ribaltabili (sopravvissute a chissà quale cinema dismesso) e una moltitudine di altri piccoli oggetti. Inoltre, tavoli piccoli ma anche grandi, sociali, sedie in legno, lampade di metallo nere a sospensione dalla luce calda e un vecchio bancone del bar, che fa da protagonista, insieme a piante d’arredo.

Il fascino di Fuorimano OTBP prosegue anche all’esterno, in uno dei cortili, secondo la mia opinione, più affascinanti della città. Una prima corte, la più ampia: è caratterizzata, oltre che da un folto verde, anche da tipiche catene di luci, che vanno da una parte all’altra dell’atrio, e dei teli bianchi triangolari, tesi in alto sui tavoli, che tanto ricordano delle vele. Addentrandosi un po’ si accede ad un secondo cortile, più raccolto ed intimo, con una piccola vasca centrale e le pareti colorate di blu, dal gusto un po’ sudamericano: quasi fosse una citazione a metà tra una casa di Luis Barragan o la dimora di Frida Khalo.

Comprenderete come questa atmosfera ci trascini verso direzioni lontane dalla grande città metropolitana, dal caos del centro e ci conduca con l’immaginazione altrove, pur sentendoci a casa.
Come cita il sito:
“A Milano c’è un posto fuorimano. Un posto per tutti, di tutti.
Mangiare bene, bere meglio, scrivere, leggere, studiare, suonare, ascoltare, guardare.
È fuorimano. Ma è Milano”

Per me Fuorimano è uno dei posti del cuore, in cui amo tornare quando sono stanca dei ritmi caotici e frenetici della città, quando ho voglia di fare due passi, col corpo e con la mente, “Off The Beaten Path”.

Photo credits: ©FuorimanoOTBP

Photo credits: ©Riccardo Trudi Diotallevi Photography