Per tutti coloro che, come me, non erano al corrente dell’esistenza di capsule-dormitorio all’interno degli aeroporti faccio una piccola premessa. Negli ultimi tempi, all’interno degli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio, sono state installate delle piccole capsule-alloggio a disposizione dei viaggiatori bisognosi di qualche ora di riposo. Queste piccole unità non sono altro che delle micro stanze in grado di offrire agli ospiti un piccolo giaciglio per riposare e tutti i confort necessari per godersi una breve sosta durante un lungo viaggio.

Ecco. Qualcuno ha pensato bene di trasferire queste capsule all’interno delle città, dando vita a dei veri e propri ostelli in grado di ricevere centinaia di viaggiatori dormiglioni. Questo qualcuno è la società ZZZleepango, la stessa che ha distribuito le micro stanze all’interno delle aerostazioni milanesi. Sta per arrivare a Milano il primo Ostelzzz, l’ostello di capsule che da Malpensa prenderà il treno per Cadorna, poi metro rossa fino a Lima e infine due passi per raggiungere via Giorgio Jan, dove metterà radici.

Verrà inaugurato ad Aprile, sarà un edificio di 1100 metri quadri, alto cinque piani e potrà accogliere fino a 100 ospiti senza accompagnatore. L’ostello sarà infatti formato solo ed esclusivamente dalle stesse capsule che oggi popolano gli aeroporti, ma non per questo sarà un luogo di solitudine e depressione! Le cabine, infatti, sono un trionfo di confort e tecnologia e un social appositamente studiato garantirà la perfetta interazione tra gli ospiti. Ovviamente non mancano gli spazi comuni e i servizi, rigorosamente organizzati in piccoli alveari.

L’ostello di Milano sarà solo il primo di una lunga serie. L’idea del fondatore Nicolas Montonati, infatti, è quella di distribuire Ostelzzz in svariate città italiane e, perché no, del mondo. La semplicità della composizione, basata sulla sovrapposizione delle capsule, favorisce la creazione di ostelli anche in piccoli spazi, più proibitivi per le strutture ricettive tradizionali.

Per concludere mi lascio andare ad una piccola digressione personale. Questo progetto mi ricorda molto il Movimento Metabolista giapponese dei primi anni ’70, con il celebre esempio della Nakagin tower di Kishō Kurokawa, basato sullo sviluppo di città verticali caratterizzate dalla ripetizione seriale di mini capsule abitative agganciate ad una struttura proiettata verso il cielo. Un’idea geniale, ripresa a più di quarant’anni di distanza e rimodellata secondo le esigenze della società di oggi!