Il design può essere considerato “responsabile” in diversi modi: attraverso l’utilizzo di materiali e risorse riciclabili che tengono conto dell’ambiente; creando oggetti che nel tempo evolvono secondo l’esigenze del consumatore o che hanno una durata stabilita a basso impatto oppure sono delle strategie sottili che spingono l’utente a comportarsi nel modo migliore per sé, per il mondo e la società.

In quest’ultima categoria si trovano esempi di oggetti e grafiche spiritose o crude che trasformano con estrema semplicità e chiarezza le esperienze quotidiane in scelte consapevoli di cosa è giusto e di come dovremmo comportarci.

Come evitare che le banane singole vengano sprecate? Come ricordare alle persone di tenersi sulla destra sulle scale mobili?

Semplici stratagemmi o applicazioni creative della cosiddetta “teoria dei nudge”, concetto del campo dell’economia comportamentale e della filosofia politica, secondo la quale minimi cambiamenti di contesto possono incoraggiare le persone a prendere naturalmente la miglior decisione nel loro stesso interesse personale. 

“Conoscendo il modo in cui le persone pensano, possiamo rendere più facile per loro scegliere ciò che è meglio per sé stessi, per le loro famiglie e la società.” Richard Thaler e Cass Sunstein.

Il  maggiore utilizzo di questa strategia si può riscontrare nei prodotti di marketing per la sensibilizzazione del pubblico a tematiche importanti come lo spreco della carta e il problema dei rifiuti, lo spreco delle risorse idriche, la pericolosità del fumo ecc… e no non si tratta di manipolazione ma di una semplificazione nella scelta!

E voi? Come vi comportereste difronte a questa raccolta di leggere “spinte” creative?