Negli ultimi anni abbiamo assistito al grande ritorno dei celebri poster La Mela e La Pera negli interni moderni, in particolare da quando Danese, l’azienda milanese per cui erano stati progettati originariamente, ha deciso di lanciarne una riedizione nel 2014. Se ormai un po’ tutti abbiamo negli occhi le forme essenziali dei due frutti realizzati da Enzo Mari nel 1963, forse non tutti ne conoscono l’origine e il significato e, per esempio, lo sapevate che sono 17?

La Serie della Natura, di cui fanno parte La Mela e La Pera, è una serie di stampe serigrafiche frutto della storica collaborazione tra Enzo Mari e Danese.

Progettista polemico (e un po’ moralista), Enzo Mari è autore di più di 1500 progetti e nel corso della sua carriera ha vinto quattro volte il Compasso d’Oro: si tratta, a tutti gli effetti, di un “maestro del Design”. Mari realizza i poster La Mela, La Pera, e tutta La Serie della Natura, con lo scopo di portare immagini artistiche all’interno dell’ambiente abitativo, perseguendo un’idea di serialità, e quindi accessibilità, dell’arte. Il lavoro di Mari nasce sempre da un intento democratico e, spesso, anche politico. «Sono comunista» ha detto in una recente intervista, e anche se suona più che altro come una provocazione, nei suoi oggetti l’intento sociale si fa sentire forte e chiaro: l’idea che le cose belle debbano essere alla portata di tutti, e quindi riproducibili, è alla base di ogni suo progetto, e le serigrafie di cui parliamo non fanno eccezione. Infatti, proprio in quegli anni il maestro stava sperimentando col tema del multiplo d’arte, e aveva preso parte al movimento dell’Arte Programmata, una corrente che si fondava sulla razionalizzazione dei processi artistici e avvicinava l’opera d’arte al progetto industriale.

Con La Serie della Natura, Mari rende omaggio ad elementi naturali come animali e piante, cercando, attraverso una metodologica eliminazione di ogni segno e narrativa superflui, di arrivare all’essenza più pura delle cose. A proposito de La Mela, dice: «Ho impiegato più di un anno per trovare le curve giuste». Dopo minuziose ricerche tipologiche e artistiche – che racconta nella sua autobiografia 25 modi per piantare un chiodo– sceglie i soggetti più semplici e archetipici «sapendo che, dal punto di vista simbolico, sono significativi da millenni». Così, disegna una mela che è la sintesi di tutte le mele del mondo e «ha una forma perfetta perché non ha alternative, è quella e basta».

Per tutta la sua carriera Enzo Mari ha cercato di liberare le cose dal loro semplice valore di merce, opponendosi all’obsolescenza degli oggetti e alle logiche consumistiche del mercato. Non sorprende quindi che i suoi oggetti siano diventati un classico, resistendo al passare del tempo e delle mode. E oggi, una cosa è certa: La Serie della Natura ha ancora un roseo futuro sulle pareti delle nostre case.