Il colosso svedese Ikea sta ampliando la sua filosofia di montaggio DIY (Do It Yourself) verso due nuovi lidi commerciali: il noleggioe le fonti di energia rinnovabili.

Ciò che Ikea propone ai consumatori è un business model improntato su un meccanismo simile al leasing aziendale spesso adottato verso beni di consumo mezzi di trasporto o computer: al termine del periodo di noleggio dei mobili sarà possibile restituirli e sceglierne degli altriin sostituzione. Tale sistema si applica anche al nuovo arrivato in casa Ikea: i pannelli fotovoltaici, da acquistare e montare direttamente a casa propria.

Una mossa intelligente per due motivi: primo, orientare parte della mission aziendale verso la necessità di conversione energetica e di riciclo ormai impellente e globale. Secondo, perché Ikea non ha mai puntato sulla durabilità dei prodotti, preferendo un’offerta più adatta per acquirenti che desiderino mobila più economica e veloce da assemblare. Due piccioni con una fava, dunque.

In Italia è già possibile acquistare due sistemi per l’alimentazione solare: uno più economico, formato da 11 pannelli fotovoltaici con potenza di 275 Watt per pannello, a circa 5mila euro; uno più costoso “Plus”, con materiali più sofisticati e 300 Wp per pannello a poco più di 5.500 euro.

Le conseguenze di tale rivoluzione a livello ambientale sono di facile intuizione: un sistema si utilizzo e riutilizzo più ecofriendly nel campo dell’arredamento grazie all’allungamento della vita dei mobili. In maniera analoga, un accesso più facile e intuitivo all’acquisto e al montaggio dei pannelli solari  potrebbe logicamente favorire un aumento nell’utilizzo delle energie rinnovabili. 

Ma quali potrebbero essere le conseguenze puramente nel design degli arredamenti? Un ricambio più frequente potrebbe portare a necessità differenti da parte dei consumatori, e allo stesso tempo a ispirazioni differenti da parte di designer e progettisti. Perché scegliere materiali più durevoli per un mobile, se probabilmente lo cambierò dopo qualche anno? Perché non provare a proporre un modello di sedia più audace, magari meno comodo ma più originale, se tanto rimarrà nel mio salotto per pochi mesi? E anche se il tema ecofriendly è già ben noto nel mondo del design, che impatto avrà sui prodotti di fascia più “bassa”?

Personalmente, mettendomi nei panni di consumatori e designer, le domande che sorgono sono infinite. Trovo quindi utile e stimolante cominciare a ragionare sulle conseguenze stilistiche e progettuali che potrebbero nascere a livello di living e interior design anche per i prodotti Ikea e dell’arredamento a basso costo.