Ho ricevuto recentemente la newsletter del Salone del Mobile e nelle news sono rimasto attratto dalla storia di questo 40enne americano con origini ghanesi, Virgil Abloh. Adorato dai teenagers, amato dai millennials, conosciuto dal mondo del design e della creatività, Virgil, è uno dei personaggi cult del momento. Perché? Scopriamolo insieme!

Architetto, ma anche laureato in ingegneria civile e stilista con i suoi milioni di fan sui social, gli arredi, le sue collezioni e il suo pensiero ricco di riferimenti artistici, è entrato nel gotha della storia contemporanea. A Milano crea nel 2013 il suo brand Off-White e recentemente ha firmato la collezione Markerad in edizione limitata per IKEA. La collezione rivisita una serie di oggetti di uso comune in modo eclettico, ma popolare. Per il suo brand ha creato la linea “furniture” e per la Galerie Kreo di Parigi ha realizzato pezzi d’arredo unici.

Virgil ama mettere in discussione le certezze e sovvertire le aspettative per creare oggetti fuori dal coro con un gusto poliedrico, mai uguale a se stesso. La sua curiosità lo hanno portato a studiare architettura, ma non si è fermato mai, dopo la laurea infatti ha studiato ingegneria, poi storia dell’arte e anche la storia del design. Ha frequentato un Master in architettura all’Illinois Of Technology, ma contemporaneamente si è interessato della cultura pop, arte e moda degli anni ’90. Arte, design e moda per Virgil si sono fusi insieme ed hanno influenzato tantissimo il suo metodo di progettazione. Sostiene di pensare come un Architetto, ma di unire al suo pensiero tante sfumature prese da altri settori, quasi una contaminazione di idee che si trasformano insieme in una sola soluzione.

Virgil pensa che al giorno d’oggi sia difficile restare fermi all’interno di un solo percorso, ma si deve invece lavorare su più livelli, per elaborare informazioni che servono a creare idee globali. La sua abitazione è in realtà il moodboard di tutte queste idee e ci è arrivato vivendo all’interno di questo suo personale modo di pensare. Il suo modo di vedere l’ambiente domestico è singolare, per lui tutto ciò che porta ad una soddisfazione emotiva, caratterizza una casa. Virgil ha trasformato diversi prodotti iconici di Vitra pensandoli in un imminente futuro, proiettato al 2035, per immaginare un futuro domestico creato da un collage di cose del passato e del futuro.

Dunque possiamo sintetizzare che per lui il futuro del design, letto come ambiente dove vivere, la casa, sia un mix perfetto fra passato e futuro, dove il vero cambiamento è il nostro atteggiamento nei confronti delle cose che ci circondano! “La visione più ampia è che il mondo, come lo conosciamo, è opera dell’uomo. Siamo noi ad aver progettato la nostra scatola in cui vivere. Il mio fine ultimo è di modificare la storia futura della creatività, e questo è possibile solo in stretto contatto con la generazione più giovane. In un certo senso sto de-programmando quello che da giovane pensavo fosse impossibile, in modo che la next generation possa continuare ad abbattere le barriere dei pensieri antiquati