Designtellers è un blog è un blog di respiro internazionale, ormai lo sapete. Ma il Salone del Mobile e il suo #fuorisalone, due tra gli appuntamenti più vivi del Design mondiale, si svolgono solo a Milano. E io come faccio a scriverne un #TelleReportage, se vivo a Groningen?

Detto fatto: l’accademia d’arte Minerva, dipartimento artistico della Hanze University of Applied Sciences, ha organizzato la due giorni “Try out, a choreography of making” che intreccia design, esposizione museale e performance teatrale in occasione dell’evento ‘must’ milanese. Per questo evento, le città di Milano e Groningen sono connesse per due giorni tramite uno streaming audio-video in diretta dal 19 al 20 aprile, collegando il Mare Culturale Urbano milanese con il Grand Theatre di Groningen. In entrambe le location si avrà anche la possibilità di incontrare designer e artisti durante tutto il corso dell’evento.

Ma di cosa si tratta? L’ho chiesto direttamente a uno degli organizzatori dell’evento, nonché docente teatrale della Minerva Academy, Michiel Jansen. L’ho incontrato nella sala teatrale dove l’esposizione-esibizione sta avendo luogo. “Try Out vuol essere un appuntamento riflessivo, incentrato sul processo creativo – mi racconta Michiel – abbiamo voluto proporre un evento alternativo alla connotazione di esclusività solitamente evidenziata dalle presentazioni del Fuorisalone. In questa sala puoi osservare un’esposizione di oggetti creati da studenti di Product design della Minerva Academy. Try Out va dunque oltre al concetto di ‘incontro”. Qui, le persone entrano in una sala teatrale e salgono sul palco interagendo con gli oggetti esposti, spostandoli a loro piacimento oppure lasciando un proprio oggetto sul palco, contribuendo attraverso una performance alla creazione di un’esposizione di design diversa da quella allestita inizialmente.

“È come se avessimo voluto sfidare i limiti spazio-temporali della performance” continua Michiel, che mi spiega come il collegamento con Milano, oltre che a connettere Groningen con uno dei luoghi fisici del Fuorisalone milanese, serve a far compartecipare le due performance aventi luogo in due città europee differenti.

Il design qui è protagonista in quanto oggetto di interazione tra i partecipanti all’evento. Infatti, la prima cosa che noto è un gruppo di studenti teatrali che si cimenta nell’esplorazione del palcoscenico-museo. Uno di loro suona un banjo con corpo in plexiglas verde, un altro si accovaccia davanti a una macchina da scrivere e contribuisce ad ingrandire una pila di fogli al suo fianco, un altro ancora osserva da sdraiato la collezione di lampade e lampadari antichi situata alla destra dell’esposizione. Insomma, le creazioni artigianali vengono disposte in un nuovo ordine, provate, testate, abbandonate in un angolo o ‘promosse’ in prima fila dagli stessi partecipanti all’evento.

tryout

Infine, Try Out delinea un fil rouge tematico molto affascinante: “Come possiamo capire la realtà del mondo che ci circonda? Questa mostra-evento risponde: attraverso il collezionismo. Esattamente come da bambini avevamo le tasche piene di ciò che trovavamo in giro, gli oggetti che raccogliamo, conserviamo o doniamo rappresentano una parte di noi che interagisce con la realtà”. Insomma, Try Out è un evento ibrido particolarmente riflessivo che, a mio parere, vale la pena di visitare almeno una volta.