Il 19 ottobre 2020 verrà ricordato come un triste momento per il design italiano, all’età di 88 anni si è spento il grande Maestro Mari. Un innovatore che, con le sue oltre 1.500 opere, ha percorso una lunga carriera indagando sulle infinite possibilità creative fra sperimentazione e tecnica. Considerato da Alessandro Mendini “la coscienza dei designer”, Enzo Mari è stato una guida per un’intera generazione di creativi. I suoi progetti sono sempre stati ispirati alla funzionalità, ma senza dimenticare l’estetica, molto curata e ricercata, soprattutto nei dettagli. Designtellers ne ha recentemente ricordato la potenza espressiva e la grande capacità di adattare il design al servizio della natura, con l’articolo “Enzo Mari e la sua Mela, tra passato, presente e futuro. Nel corso della sua carriera ha vinto quattro volte il Compasso d’Oro e proprio pochi giorni fa, la Triennale di Milano, ha celebrato l’opera dell’affermato Maestro con una mostra unica, che raccoglie il suo intero patrimonio artistico e intellettuale.

Nato a Cerano nel 1932, frequentò l’Accademia di Brera dal 1952 al 1956 formandosi in Letteratura e Arte. Terminati gli studi si dedico da subito al disegno industriale presentando il suo primo progetto (1957) al produttore di arredi milanese Danese. Dai primi progetti emerse la sua personale visione sul tema della percezione e dell’aspetto sociale del design, aspetti legati indissolubilmente alla vita quotidiana, dunque con una razionalità intrinseca che ha caratterizzato tutte le sue opere.