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Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione, diceva Platone. Se ci pensiamo bene, quante volte davanti ad un semplice giocattolo che ci ricorda l’infanzia siamo tornati immediatamente di buon umore? Quante volte con gli amici abbiamo iniziato un gioco di società che ci ha fatto trascorrere una serata in allegria?

Ci piacciono tanto i giocattoli, anche in età adulta, forse proprio perché rappresentano un sogno. E al di fuori del sogno c’è la realtà.

Ecco la missione del design: riportare il sogno alla realtà di tutti i giorni, rielaborare i giochi che ci ricordiamo da bambini per dargli nuovo valore.

Con questo nuovo approccio i vecchi giochi prendono forme diverse. I bastoncini dello Shangai diventano un mazzo di fiori, le tessere del domino diventano giganti mattonelle per il giardino.

Anche gli scacchi si reinventano, come nella scacchiera Milan Chess Set di Davide Chiesa, dove gli scacchi diventano grattacieli, torri e monumenti della città.

Non solo cambiamento, ma multifunzionalità. Ecco quindi che il Tetris e il cubo di Rubik diventano scaffali, la più classica trottola diventa lampada e lo xilofono multicolore per bambini si può trasformare in altre costruzioni.

Perché il bambino attraverso il gioco crea e si diverte. L’adulto attraverso il gioco cerca di non perdere il bambino che ha dentro.

 

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