Se avete seguito la nostra attività durante la Milano Design Week 2019, siete sicuramente aggiornati su molte delle novità, dei progetti e degli eventi di rilievo della settimana milanese più importante dell’anno per il mondo del Design. Un appuntamento interessante è stato quello a Palazzo Reale con Kartell, che ha celebrato il suo settantesimo anniversario attraverso la mostra The art side of Kartell. Ve la siete persa? Ve la raccontiamo noi.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale e da Kartell, la mostra è nata da un progetto di Ferruccio Laviani ed è stata curata da quest’ultimo insieme a Rita Selvaggio. Il percorso espositivo è stato inaugurato il 9 aprile, prima serata del Salone del Mobile, ed è rimasta aperta al pubblico fino al 12 maggio, proseguendo idealmente la full immersion di design con un focus sulla storica azienda leader nel campo della “cultura dell’abitare”.

Kartell ha voluto approfondire lo stretto legame tra l’evoluzione del linguaggio artistico parallelo all’evoluzione del design dell’azienda milanese. Come dichiarato dal presidente di Kartell Claudio Luti, quello dell’arte è “un mondo che si è sempre, fin dagli esordi, avvicinato al marchio, ed è proprio di questa relazione che la mostra si occupa grazie al lavoro dei curatori.” In questo costante dialogo tra arte e design, dunque, la mostra ha dato rilievo ai temi della ricerca e dell’innovazione, raccontando la rivoluzione del design del prodotto industriale dal dopo guerra fino ai prodotti contemporanei che combinano tecnologia produttiva e materiali innovativi. Ciò era evidente, ad esempio, attraverso l’opera Stivali Italia di Cinzia Ruggeri nella VI sala, dove il design si trasforma in arte in quanto ‘filtrato’, privato della sua funzionalità, valorizzandone solo l’estetica.

La mostra delinea il parametro temporale come elemento curatoriale fondamentale. Ciascuna delle undici stanze totali della mostra è stata pensata secondo un concept che intreccia passato e presente, attingendo dalle tappe storiche dell’evoluzione stilistica del design Kartell in maniera non strettamente cronologica attraverso oggetti e prototipi, documenti e materiali d’archivio, immagini e installazioni per creare una dialettica originale tra memoria e contemporaneità. La sala IIne ha evidenziato particolarmente questo aspetto: qui, la commistione tra la decorazione originaria degli ambienti del Palazzo e le opere d’arte fa da protagonista, coniugando design contemporaneo in un’idiosincrasia particolare atraverso opere di diverse epoche artistiche, per lo più milanesi di nascita o d’adozione, come Emilio Tadini, Roberto Sambonet, Aldo Ballo, Maurizio Galimberti e Giovanni Gastel.

Un concept interessante, così come l’idea di farne una capsula espositiva che inaugurasse in grembo alla Milano Design Week per proseguire in maniera indipendente negli spazi di Palazzo Reale, nel cuore dello stesso contesto milanese che ha originato l’ormai internazionale firma di design industriale.