Forse molti di noi, dal largo delle proprie vacanze, si sono persi l’uscita estiva del secondo lavoro editoriale di Augustine e Josephine Rockebrune, How a Table Works. Il libro è uscito il 9 Agosto, in occasione del 142esimo compleanno di Eileen Gray, ed è dedicato al tavolo-icona E1027, progettato dalla designer americana per l’omonima Villa che avrebbe dovuto essere il suo nido d’amore. Con questo libro, le sorelle Rockebrune tornano sul loro tema preferito: il Design nel porno.

Le loro ricerche ci avevano già fatto scoprire usi e soprusi legati alla celebre chaise-longue LC4 di Le Corbusier, e agli scenari da lei evocati nella pubblicazione We Don’t Embroider Cushion here (ne parliamo qui). Analizzando più di 800 video porno in cui compare il famoso lettino, le due autrici hanno scoperto che la LC4 veniva impiegata talmente tanto nei set da rappresentare un vero e proprio standard per alcune case di produzione. Incoraggiate dai risultati del loro lavoro, che ci ha regalato una prospettiva inedita e conturbante sul design, le Rockebrune hanno applicato lo stesso metodo alle successive pubblicazioni, prendendo di mira, uno dopo l’altro, gli arredi-pilastro della storia del design.

Dopo la LC4 e il celebre tavolino regolabile E1027, sono state le icone del Design scandinavo a finire nella lente rosa del duo artistico. Il libro, Danish, è costituito come i precedenti da una raccolta di immagini estratte dai video, e mostra gli arredi di Erik Joergensen (Ox Lounge Chair), Verner Panton, ma anche Arne Jacobsen e Finn Juhl, sui set di innumerevoli film porno. Tra i soggetti più ricorrenti ci sono le poltroncine in legno progettate da Hans Wegner per PP Mobler: la sedia Santon e la Peacock diventano il supporto perfetto per uno strip-tease, e il loro ruolo qui non sembra tanto dissimile da quello di una famosa pornostar.

Con il loro lavoro, le gemelle Augustine e Josephine Rockebrune, giovani curatrici classe ‘95, hanno deciso di guardare al mondo del design da un punto di vista assolutamente inesplorato: ogni arredo – nelle loro pubblicazioni edite da Sammlung Preislos – assume un nuovo carattere, si carica di significati ambigui, si mostra sotto vesti alle quali non eravamo abituati, degradandosi a oggetto promiscuo come le pornostar che ospita.