Abbiamo fatto fruttare le ore spese a girovagare su Instagram scovando volti nuovi – e sicuramente per molti inediti- del design. Ecco la Top Five dei nomi che non potete proprio perdervi:

Il Design eclettico di Supaform

Supaform è uno studio di design multidisciplinare nato a Mosca nel 2016 dalla mente di Maxim Sherbakov, una personalità insolita che prima di diventare designer di grande talento è stato street artist, DJ, pittore (e anche skater appassionato). Gli arredi realizzati da Supaform – visibili sul profilo Instagram dello studio – sono avvolti da un alone di mistero e si collocano volutamente al confine tra realtà e immaginazione: spesso non è facile capire se stiamo osservando uno spazio reale o immaginario, se si tratta di un oggetto fisico o solo di una fantasia rappresentata.

In effetti l’immaginazione di Sherbakov è la forza motrice del suo lavoro e ciò che rende i suoi prodotti così onirici, desiderabili, e incredibilmente moderni: nessun limite alla sperimentazione formale, cromatica e materica. Nella sua ultima collezione Fancy-Routine, presentata durante l’evento virtuale Offsite di Sight Unseen, Supaform riflette sulla temporaneità degli oggetti e sull’essenza che ne resta quando si “degradano”. Il pezzo più emblematico è la libreria, in cui il piano posteriore è stato forato da una forma che imita il deterioramento e l’arrugginirsi di una lastra di metallo nel tempo.

Per Sherbakov l’estetica sovietica è il punto di partenza “strano e brutto” – come lo definisce il designer – da cui Supaform sceglie di allontanarsi programmaticamente, ma che non può fare a meno di lasciare la sua impronta cupa e controversa su questi mobili da sogno.  C’è un termine, teatrale e azzeccato, con cui lui stesso definisce il suo stile: minimalist baroque.

Gustaf Westman e i suoi arredi pastello

Gustav Westman è un designer svedese classe 1993 che ha creato l’universo color pastello in cui non vedevamo l’ora di immergerci. Unendo l’essenzialità del design scandinavo all’ispirazione postmoderna del Gruppo Memphis, Westman produce arredi semplici, accessibili, e anche scenografici: il suo Curvy Table sembra una nuvola di zucchero filato e con la sua delicata ironia starebbe bene praticamente ovunque; il Curvy Mirror, che rende omaggio allo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass, apparentemente è già un’icona (almeno su Instagram); la collezione Popcorn è una follia autoprodotta in schiuma espansa che comprende uno specchio, svariate panche, sgabelli e comodini: tutti, miracolosamente, bellissimi. Fate un giro sul suo shop finché siete in tempo.

Il marmo colorato di Federica Elmo

Federica Elmo è stata Head Designer di Diesel Living per 5 anni, durante i quali ha toccato qualunque aspetto della progettazione, dal prodotto all’interior design fino alla comunicazione.

Dal 2016 lavora in proprio e quest’anno ha vinto i Wallpaper Design Awards 2020 con la sua serie Ondamarmo realizzata per Bloc Studios, un brand di Massa Carrara che produce arredi innovativi in marmo. Federica Elmo si è aggiudicata il premio dopo aver sviluppato un processo completamente nuovo per la colorazione del marmo, aprendo così nuove strade al design e alla sperimentazione con questo materiale. Nella sua gallery trovate i suoi progetti immersi nella giusta atmosfera.

Sam Stewart: Il design americano che non ci aspettavamo

A partire dall’intrigante profilo Instagram di Sam Stewart abbiamo scoperto molte cose interessanti su di lui, e alcuni suoi lavori incredibili che ci hanno fatto sperare nel roseo futuro dell’Art Design.

Sam Stewart – che è finito nella American Hot Design List 2018 – realizza arredi che suscitano una risposta viscerale ed emotiva e oltrepassano la sola funzione di mobilio: una visita sul suo profilo vi farà capire cosa intendo. Scorrendo la pagina troverete gli enormi speaker a forma di orecchio progettati per la sede milanese del brand di moda Sunnei, la serie di luci ripiegabili Ultralight che evocano segnali d’allarme, e molti altri progetti come la poltrona di pane realizzata per la mostra Comfort alla galleria Friedman Benda.

Ogni arredo di Stewart porta con sé una narrazione fantastica evocando scenari impossibili e talvolta distopici, come quello che ha costruito all’interno di un appartamento a Fort Gansevoort, New York, durante la sua prima personale, Cryptid. Qui Stewart ha progettato gli spazi e gli oggetti personali di una creatura umanoide e mitologica “simile a Bigfoot”, immaginandone le abitudini e la quotidianità. Dalle sedute che assomigliano a troni, ai paradossali oggetti per allenarsi (tra cui un tapis-roulant fuori scala rivestito in latex) il designer ha rappresentato e tradotto in arredo i bisogni di un committente fittizio e mitologico.

I design hack di Nicole McLaughlin

Nicole McLaughlin ha trasformato la sua passione per il riuso in un lavoro e soprattutto in un trend globale: non potevamo non citarla. Le sue calzature fatte di palline da tennis (o quelle ricavate dai resti di palloni da volley) sono diventate virali e saranno rimbalzate sicuramente anche sul feed di molti di voi. Nel corso del tempo il suo repertorio di oggetti si è espanso fino a includere più o meno qualsiasi cosa: reggiseni con porta-panino incluso o reggiseni-lampada, décolleté con tanto di timbro nel tacco, ciabatte-portauova e orecchini con crisalide pronta a trasformarsi in farfalla.

Nicole McLaughlin ha iniziato raccogliendo campioni di tessuto inutilizzabili mentre lavorava alla Reebok, dove per un anno si è dedicata alla collezione Vetements x Reebok. Oggi la designer tiene anche workshop in cui insegna a far emergere dagli oggetti il loro potenziale inutilizzato, diffondendo le tecniche del riuso e mettendo la sua creatività a disposizione della comunità. Alcune delle sue creazioni sono in vendita sul suo sito, ma attenzione perché ogni prodotto – che è un pezzo unico – va sold out in cinque minuti. Buona fortuna.