Chi è capitato in piazza Castello 27 alla Fondazione Achille Castiglioni, studio-museo che conserva al suo interno oltre 50 anni di attività creativa, ha colto senza dubbio la sintesi perfetta tra ironia e progetto nell’operato del maestro. Ed è questo l’aspetto che emerge immediatamente visitando la mostra «A Castiglioni», ospitata in Triennale fino al 20 gennaio, a cura di di Patricia Urquiola in collaborazione con Federica Sala.

“Chi non è curioso non può fare questo mestiere” sosteneva Achille, e come non accorgersene? La monografica, pensata in occasione del centenario dalla nascita, è un percorso tutto da scoprire, tra le bizzarre installazioni e la ricchezza degli oggetti (165 modelli in scala, 660 documenti cartacei e 86 pezzi-icone). Il materiale deriva in larga misura dalla Fondazione, ma anche dall’ADI, dall’archivio CSAC di Parma e dai depositi delle aziende Alessi, Kartell, Zanotta, Flos che possono vantare oggetti cult di design firmati da Achille Castiglioni e dai fratelli Livio e Piergiacomo. La lampada Arco, il tavolino Cumano, la lampada Parentesi, il tavolo Leonardo con i cavalletti sono complementi d’arredo che fanno ormai parte del nostro immaginario, e di cui amiamo circondarci, frutto dell’ingegno Castiglioni sempre interconnesso alla sfera pratica e giocosa.

I venti cluster o nuclei tematici dedicati all’architetto e designer “sono un tributo al suo linguaggio, sempre contemporaneo”, dichiara la curatrice Patricia Urquiola, un insieme di micro e macro progetti che restituiscono la curiosità e la creatività “scanzonata, iperbolica, gioiosa”, il suo intento di rendere semplice la complessità.

È un omaggio alla semplicità Keep it simple, una delle venti sezioni, con l’installazione site specific Traparentesi: cento lampade Parentesi che si attivano al passaggio del visitatore, con un sottofondo sonoro dato dalla voce registrata del designer e dal rumore di oggetti quotidiani. Votata all’interazione anche Ready making, dove Sony Design reinterpreta le icone del maestro (gli sgabelli Mezzadro e Sella o le lampade Toio e Lampadina) con la tecnologia. Al taglio architettonico e progettuale sono invece dedicati Costruzioni con l’inusuale montaggio di parti o la somma di oggetti, come nella poltrona Cubo; Specchio/riflesso con il gioco di specchi per ingannare la vista e accentuare la rifrazione come principale strumento di progettazione; Dislivelli con i suoi saliscendi, fino all’applicazione spaziale del Vuoto.

Qui in Triennale, tra gli scatti e i selfie, si moltiplicano le condivisioni, che fanno di Achille Castiglioni un fenomeno virale, e che decretano la monografica un appuntamento da non perdere. Perché il maestro offre attraverso il suo lavoro spunti e riflessioni, conformi all’arte come al quotidiano, per un approccio alla vita leggero e profondo; insomma, un gioco serissimo.

Dove:
Palazzo della Triennale, viale Emilio Alemagna 6, Milano
Quando:
6 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019
Orari:
martedì – domenica
10.30 – 20.30
http://www.triennale.org/mostra/a-castiglioni/