Il design sta invadendo tutti i settori. Lo sappiamo bene. Tutto è design, tutto è cura per il particolare e per l’oggetto. Poteva esimersi tutto il mondo del food? Certamente no…anzi!

Gli oggetti che usiamo normalmente in cucina nella routine di tutti i giorni si stanno trasformando, diventano sempre più colorati ed armonici.

Un piatto non è più solo porcellana bianca, una brocca non solo vetro temperato.

Ce ne accorgiamo perché in molti negozi ormai lo spazio dedicato agli oggetti che usiamo in cucina è sempre maggiore. Con gli uomini sempre più appassionati ed esperti e le mogli che si chiedono: dove troveremo lo spazio per l’ennesimo set di 6 calici da vino belli da vedere e difficilissimi da lavare?

Nuovi modi di preparare il cibo, di servirlo e di renderlo sempre più bello e contemporaneamente appetitoso.

Come sempre il pubblico è abbastanza diviso. C’è chi apprezza e chi considera questa moda come un qualcosa di abbastanza effimero e costruito.

Un vezzo dunque, un esercizio stilistico inutile se pensiamo che la cucina serve “semplicemente” a preparare da mangiare nel modo più facile e veloce possibile.

Inutile come dei bellissimi piatti ripiegati su se stessi o come dei simpatici mestoli colorati a forma di dinosauri. Ma vi sbagliate!

Io la penso diversamente. A me piace la ricerca del particolare negli oggetti presenti in cucina. Mi piace quello stile sofisticato che mi illude di essere il solo a possedere quell’oggetto. Di non usufruire di un bicchiere semplicemente per bere ma di goderne anche la forma e la presunzione.

Si la presunzione che il cibo non sia mera nutrizione ma anche arte.

Si la presunzione di mettere dell’arte in cucina. Per questo una volta si diceva: parla come mangi! Ma io vi dico: e mangiatevi ‘sto design!