Lo sapete, non sono un architetto, un designer o un ingegnere. I miei studi sono stati di tipo letterario … sono capace di scrivere ma non di disegnare. Proprio per questo mi sono appassionato all’etimologia delle parole, perché secondo me a volte riesce a catturare il vero significato di un significante.

Ormai sentiamo parlare di design in qualsiasi contesto. Forse è la parola più usata ed abusata negli ultimi anni. Ma cosa vuol dire letteralmente design? Mi ha incuriosito il titolo dell’installazione presente al recente Salone del Mobile di Milano, De-Signo. Questa installazione è una delle tante iniziative per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, ma nel titolo ha qualcosa di veramente affascinante.

In inglese la parola design può essere utilizzata sia come sostantivo, dove assume significati quali “intenzione”, “proposito”, “piano”, “intento”, “scopo”; oppure come verbo (to design) traducibile come “architettare”, “simulare”, “ideare”, “abbozzare”, “organizzare”.

Il termine deriva dal latino “signum” che corrisponde all’italiano “segno”; così, dal punto di vista della radice etimologica la parola design significa “disegno”.

Se scomponiamo la parola otteniamo come detto de-signo, con il de che introduce il complemento di argomento in latino. Quindi il design sarebbe traducibile con: a proposito del disegno … abbastanza scontata come versione, non fa per me. E se quel de fosse un prefisso privativo? Senza segno!

De-signo mi ricorda molto un’altra parola: desiderio. Ho consultato diversi dizionari etimologici e siti di linguistica e ho trovato questa bellissima versione.

L’etimologia della parola desiderio ci rimanda al “De bello Gallico”: i Desiderantes erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare i compagni che, dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere.

Non ci sono stelle che garantiscono il ritorno degli amici. Nel desiderio c’è rischio, non c’è bussola, non c’è stella sicura. Desiderare è non accontentarsi di intraprendere il percorso tracciato dalle stelle ma agire secondo una forza interna che ci travolge e rischia di farci perdere.

Secondo questo schema etimologico voglio reinterpretare il termine design. De-signo, quindi senza segno. Com’è possibile pensare al design senza il segno? Senza disegno, progetto, nero su bianco?

Se cambiamo prospettiva però, identificando il segno nel sidero di prima, si apre un nuovo scenario. Design è forse l’occasione di andare oltre il segno, oltre quanto già stabilito. Proprio come i disegni di Leonardo, geniali e folli allo stesso tempo.

Design è andare oltre le regole convenzionali, gli schemi classici, il disegno tecnico. Dare nuovo significato che vada oltre il puro segno. Design è arte, sregolatezza, fuoco che reinterpreta un oggetto e lo fa rivivere con nuova linfa. Design è Desiderio. Perché è voglia di cercare senza una stella che ci indichi la via, voglia di errare come i Desiderantes che guardano il cielo spaesati, ma forse vivi come mai.