Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare
Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare
Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare
Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare
Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare
Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare

Riconoscere il bisogno è la condizione primaria del design

Charles Eames

“Cosa spingi a fare se c’è scritto tirare” canta Ghali nel suo ultimo singolo in questa bella estate caliente. Ed io, sdraiata al sole d’agosto in riva al lago al ritmo di Turbococco, risvegliata da quelle parole ho riflettuto in generale sulla frustrazione che abbiamo provato tutti davanti ad una porta che ci mette a dura prova. Si spinge o si tira? Da quale lato si apre? Deve scorrere? Come si chiude? L’errore ovviamente nasce a livello progettuale. Donald Norman nel suo libro “La caffettiera del masochista” scrive: La maniglia della porta può indicare, senza scritte, se spingere o tirare. Quando una cosa semplice esige figure, scritte o istruzioni, vuol dire che il design è sbagliato.

La maniglia è un’oggetto che fa parte della nostra quotidianità e con cui veniamo molto spesso a contatto durante tutta la giornata. E’ molto importante quindi non trascurarne l’importanza a livello funzionale, ergonomico ed estetico.

Martha Schwindling per Olivari e Kober decide di integrare scritte e simboli direttamente sulle maniglie nel progetto SIGN. Realizzate utilizzando la porcellana, materiale facile da decorare e colorare, e pensate con un design retrò dalle forme semplici e rotondeggianti, queste maniglie diventano un elemento divertente e gradevole in grado di comunicare ed interagire direttamente con l’utente che le afferra.

Infinite possibilità con cui giocare per dare vita ad un oggetto inanimato che passa spesso inosservato ma che in fondo è parte integrante della nostra vita.

Un design innovativo capace di scardinare le abitudini e gli schemi, di dare una risposta ad un’esigenza reale in modo spiritoso e allo stesso tempo intelligente…SIGN!

https://www.marthaschwindling.com/projects/sign.php