Quante rubriche sul design avete letto nella vostra vita? Io sinceramente ho perso il conto, ma ricordo perfettamente quelle fastidiose classifiche, divise sempre in 10 fondamentali punti, sarà mai possibile nessuna innovazione dopo le tavole di Mosè?

10 comandamenti sull’ultimo trend, l’ultimo vernissage, l’ultimo oggetto “mai più senza” e quelle minifoto in cui dovrei vedere “quelli che c’erano”.

Quindi mi sono detta: se non leggi quello che vuoi, scrivilo!

Voglio provare a fare qualcosa di diverso (lo so, lo dicono tutti) parlare del design e delle sue stranezze, dei suoi alti e bassi, delle cose che proprio non si capiscono… e sono molte, anche se di queste “classifiche” ne ho lette troppo poche!

Lo farò con le mie tre amiche del cuore, come un moderno Sex and the City, ma più sfacciato (se è possibile), più irriverente, sicuramente più personale.

Vi prometto che se mai farò una classifica saranno solo tre punti, tanto se non sei sul podio non conta, si dice che il secondo posto è il primo dei perdenti (poco  fair play, lo so, ma se non è finanziario  non fa più notizia).

Le mie amiche, articolo prima del nome come di rigore:

La Fra, un avvocato di successo che ama e soffre questa particolare città, trasferita a Milano da un’altra regione.

La Cicci, consulente finanziaria, modaiola, amicizie altolocate, molto attenta ai trend. “Sempre sul pezzo” si dice a Milano.

La Gugù, Marketing e comunicazione con un’esperienza… direi globale; il mondo lo ha girato parecchio.

Ma il punto di vista sarà sempre il mio, Milanese DOC, potrei definirmi anche una macchietta in una città in cui i milanesi non ci sono più, sono tutti a Formentera (dovrei essere protetta dal WWF).

Marcelline, San Carlo, Politecnico, doppio cognome, mi manca solo la erre moscia per diventare un cliché imbruttito. Da un imprinting artistico-paesaggistico ho fatto del design la mia vocazione/ossessione e con le ragazze ne parlo, e soprattutto ne sparlo, a più non posso.

I nostri aperitivi iniziano sempre con un: “Hai visto quello? Sei andata li? Qualcosa di nuovo da provare? Dove si va giovedì?”

Vi commenterò le diverse situazioni con quella fastidiosa malizia che solo 4 quarantenni single milanesi possono permettersi.