Con 15 anni di differenza, la Tizio e la Tolomeo, rappresentano sicuramente le icone per eccellenza delle lampade da scrivania del design made in Italy. Sono diversi anni che le sorelle di casa Artemide si scontrano nel momento in cui si deve decidere di illuminare la propria postazione di lavoro. Insomma, da loro non si scappa.

Nascono con lo stesso obiettivo, quello di diventare delle funzionali lampade per la postazione di lavoro: la Tizio, disegnata da Richard Sapper nel 1972 e la Tolomeo progettata del 1987 da Michele de Lucchi e Giancarlo Fassina. Entrambe raggiungono perfettamente il loro intento, aggiudicandosi il Compasso d’Oro, rispettivamente nel 1979 e nel 1989.

La Tolomeo è caratterizzata da forme pure ed essenziali. Composta da una base in alluminio lucidato, a cui è fissato il corpo lampada, ha la capacità, grazie alla presenza del meccanismo di equilibratura a molle, di raggiungere infinite posizioni. Tecnologia, creatività e umanesimo, questi i temi che hanno reso la Tolomeo l’icona che conosciamo.

Le morfologie degli elementi della Tizio sono solidi primitivi, geometrici e curvi. Questa contrapposizione tra elementi spigolosi ed altri più morbidi crea un equilibrio visivo. La lampada è progettata in modo tale che le forme da lei assunte nelle sue diverse configurazioni, siano sempre armoniose ed equilibrate in qualunque posizione.

In conclusione, sfido chiunque a proclamare una vincitrice, avendo entrambe la caratteristica principale per competere in questa sfida tra lampade da scrivania, perché come dice Michele de Lucchi: “Se una lampada ha bisogno di due mani per essere spostata, allora non funziona più.”