Forse per certe tradizioni legate alle mie origini, ho assaggiato il primo marron glacé in età adulta, quando avevo più di vent’anni. Fu amore. Da quel momento, almeno nel periodo natalizio, i marron glacé in casa mia non possono mancare e affiancano tutti gli altri dolci che mangio sin da bambino.

Scoperta questa mia neonata passione, un’amica milanese (abbastanza) DOC ha ritenuto doveroso portarmi quindi da Giovanni Galli, bottega storica milanese, per farmi conoscere quella che è da sempre la sua tradizione natalizia in fatto di dolcetti. Entrato nel negozio, mi si è presentato davanti un piccolo paradiso pieno di marron glacé e altre delizie di piccola pasticceria.

Le castagne sono le regine da Galli: ci sono i classici marron glacé e tantissime varianti di castagne e crema di castagne ricoperte di cioccolato. Ma ci sono anche boeri, praline e pasta di mandorla, fondants, tavolette di cioccolato e le violette candite, una cosa stupenda e deliziosa che non avevo mai visto.

Uno per tipo, ho assaggiato un numero ragionevole di dolcetti e ne sono rimasto estasiato. Non avevano nulla a che vedere con quelli che avevo assaggiato prima e non mi ha stupito scoprire che Galli divenne fornitore ufficiale dei palati regali di casa Savoia nel 1942.

La ditta fu fondata a Milano nel 1911 dal fabbricatore di dolciumi Giovanni Galli, che aprì il primo negozio per la vendita dei dolci, poi distrutto dai bombardamenti inglesi del 1942, in corso Roma, l’attuale corso di Porta Romana. Dopo la guerra, il figlio di Giovanni, Ferruccio, riaprì il negozio in corso di Porta Romana, con le stesse vetrine e lo stesso bancone in legno, che riuscì a salvare dalla sede storica, e anche un altro punto vendita in pieno centro, in via Hugo.

Da oltre cento anni la tecnica di produzione dei dolci nella ditta Galli non è cambiata. Tutto viene realizzato quasi interamente a mano e senza l’aggiunta di conservanti, spesso a discapito di processi di globalizzazione e internazionalizzazione del marchio, ancorché esso sia ben conosciuto anche all’estero e presente nelle guide turistiche. La gestione dell’attività è sempre rimasta all’interno della famiglia e forse grazie a questo le tecniche produttive sono state così fedelmente tramandate.

Quest’anno, causa Covid, probabilmente trascorrerò le vacanze natalizie interamente a Milano, senza tornare neanche pochi giorni dai miei familiari a Foggia, dove mi avrebbero atteso i dolci natalizi della mia infanzia. Pazienza, ne approfitterò per provare a sostituirmi a mia madre affinando le mie doti da pasticciere. E potrei anche diventare ancora un po’ più milanese regalandomi una bella scatola di marroni canditi e violette di Galli.