Non ho mai avuto una grande educazione ai regali di compleanno e forse per questo non sono mai stato molto puntuale nelle scadenze. A volte mi presento con regali cumulativi dopo alcuni anni di non-regali e in una data comunque diversa dal compleanno del destinatario del regalo. Insomma, ho una mia strana concezione dei regali per chi invecchia.

Per l’ennesima volta, con un ritardo clamoroso di quasi un anno, mi accingo a fare un altro di questi regali postdatati a quello che è, stando alle definizioni comunemente accettate, il mio migliore amico. Per farlo, mi sono recato in un posto molto speciale e pieno di oggetti bellissimi, la Coltelleria Lorenzi di Corso Magenta a Milano.

Va detto che Lorenzi è un cognome molto diffuso quando si parla di lame. La provenienza familiare è trentina, della Valle Rendena con antenati attivi nella coltelleria tra la Svizzera e l’Austria. Molti di questi arrotini decisero di emigrare dalla valle in cerca di fortuna, specialmente nei primi anni del Novecento. Tra questi troviamo Olimpio (sull’insegna del negozio c’è una O puntata) e Giovanni Lorenzi, che aprirono il loro negozio in Corso Magenta nel 1919. In oltre cento anni di storia, il negozio ha espanso la sua attività dalla semplice molatura delle lame alla vendita al dettaglio di articoli sempre più vari, mantenendo costante la scelta di oggetti raffinati e di qualità da proporre alla clientela in continuo aumento: coltelli, forbici, rasoi, accendini e articoli per fumatori, ma anche profumi e oggetti per la cucina.

Alla bellezza degli oggetti esposti, si accompagna la gentilezza del personale, sempre cordiale e disponibile nella guida all’acquisto, che non viene mai “forzato”, e a raccontare i prodotti, la loro nascita e le loro caratteristiche, a partire dai prestigiosi articoli tradizionali fino all’ultima novità, con una familiarità e attenzione alla cui base c’è sicuramente la grande passione per il proprio lavoro. 

A testimonianza della professionalità con cui viene portata avanti la tradizione familiare, la coltelleria Lorenzi ha ricevuto diversi premi, il primo nel 1969, una medaglia d’oro per i 50 anni di attività da parte della Camera di Commercio di Milano. Nel 2017, invece, i riconoscimenti arrivati sono stati ben due. Prima, il Premio Milano Produttiva, da parte della Camera di Commercio di Milano, ricevuto nella prestigiosa cornice del Teatro alla Scala; poi, l’ingresso tra le botteghe storiche di Milano, la cui targa è stata consegnata ad Andrea Lorenzi, nipote di Olimpio, dal sindaco Giuseppe Sala. 

Negozi come questo sono anche la dimostrazione di come possa esistere, nell’epoca dell’iperconsumismo, una realtà diversa, in cui si fabbricano e si vendono prodotti che possono vivere con noi e anche sopravviverci. In questa realtà troviamo, giusta o sbagliata che sia, un’idea, quella di oggetto di qualità “per la vita”, che si è persa nel vortice dell’obsolescenza programmata dei dispositivi elettronici, nell’uniformità dei capi d’abbigliamento in vendita nelle grandi catene (che troviamo in tutti i centro città di tutte le maggiori città europee) e nella fretta quotidiana in cui ci si affanna continuamente, per non si sa bene quale scopo, dimenticando il piacere di prendersi cura di se stessi e di ciò che ci circonda, sia esso materiale o immateriale. 

In questa realtà la vendita di questi oggetti non è affidata a chiunque, ma a chi ha competenze e passione e me ne accorgo una volta di più mentre ascoltando le spiegazioni su un rasoio da parte di Andrea, il titolare, ad un cliente mentre guardo il reparto profumi. E uscendo, mi ritrovo a pensare che il successo perpetuato di attività come la Coltelleria Lorenzi lascia ben sperare chi, come me, in questa idea ci crede e pensa che possa essere anche alla base di una vita migliore e di un mondo più sostenibile.