Ho avuto la fortuna, appena arrivato a Milano per frequentare l’università, ormai dieci anni fa, di avere tra i più cari amici e colleghi ragazzi nati e cresciuti a Milano, che mi hanno introdotto ai must della città: posti che avrei dovuto vedere per forza, locali dove avrei dovuto ordinare il tal cocktail, piccoli segreti nascosti in qualche via e negozi che non potevo non conoscere.
Tra questi rientrava un negozio in centro, una gastronomia, con il nome che mi suonava anche un po’ strano. Sto parlando di Peck, uno tra i negozi più famosi a Milano e di fama ormai mondiale.

A differenza di molte botteghe storiche di cui vi ho parlato, Peck non ha una lunga tradizione familiare alle spalle e il cognome del suo fondatore è diventato ben presto un semplice (si fa per dire) marchio. Ma proprio l’abilità imprenditoriale dei proprietari che si sono susseguiti e la loro capacità di saper rinnovare il negozio stando al passo coi tempi senza rinunciare a prodotti d’eccellenza hanno reso Peck celebre anche fuori Milano, tanto da far arrivare il nome del salumiere praghese in Giappone, Singapore e Corea del Sud. Rispettando la tradizione e interpretandola in maniera contemporanea, Peck è da più di 130 anni riferimento per la gastronomia di eccellenza, grazie anche al personale qualificato che, in ogni reparto, dall’enoteca all’ortofrutta, è sempre disponibile e attento alle esigenze degli affezionati clienti.

La bottega nasce nel 1883, quando il salumiere Francesco Peck, di origine praghese, apre la prima sede in via Orefici 2, succursale della sua bottega ceca. In quegli anni vende principalmente salumi e carni affumicate di tipo tedesco ed est-europeo che, nonostante il dominio austroungarico in città, non avevano fino a quel momento fatto ancora breccia nel cuore dei milanesi. Peck, però, ha subito un tale successo che il negozio diventa fornitore ufficiale della Casa Reale. A questo punto, con grande spirito imprenditoriale, Peck si trasferisce in via Spadari, dove ancora oggi si trova, e inizia ad ampliare l’offerta gastronomica, principalmente con pasta fresca e ripiena. Proprio la pasta ripiena, i ravioli in particolare, erano una delle prelibatezze che i miei compagni d’università mi invitavano a provare.

Nel 1918 il marchio Peck viene venduto, dopo 35 anni di attività, all’imprenditore Eliseo Magnaghi, il quale lancia iniziative visionarie come il servizio a domicilio. Fiorisce la vita nei ristoranti e Magnaghi crea una specie di circolo di abbuffate dal nome goliardico in inglese maccheronico: lo sbafing club, frequentato da personaggi illustri della cultura e della politica italiane.

Tra questi personaggi vi era anche D’Annunzio, che, sebbene io non abbia mai apprezzato, si dilettava in divertenti ed eccessivamente auliche lettere di ringraziamento al Magnaghi, francobollate col suo memento audere semper.

Gli anni della guerra saranno duri, ma Peck resiste ai razionamenti e rinasce, a guerra finita, con un altro passaggio di testimone alla famiglia Grazioli, i quali, da bravi imprenditori anch’essi, portano una ventata di modernità, introducendo le cucine a vista nel negozio e ampliando la gamma di prodotti proposti. A Milano prende piede anche la cultura della pausa pranzo. I pendolari aumentano e scompare l’abitudine di tornare a casa per mangiare: così da Peck si cominciano a vedere sandwich già confezionati e piatti pronti da mangiare.

Negli anni ’70 il negozio diventa quello che oggi conosciamo. La gestione passa alla famiglia Stoppani, che amplia il negozio al piano terra e realizza una stupenda e consistente enoteca al piano interrato, fornita di prodotti davvero eccezionali: non ci sono solo vini, ma anche grappe, gin, whisky e rum agricoli delle Antille (questi, ahimè, li conosco bene e non è facile trovarli). Con la gestione Stoppani, Peck si espande anche nel mondo, iniziando una collaborazione con il gruppo Takashimaya, che lo porta ad aprire ben ventuno punti vendita in Giappone, prima dell’ultimo cambio di proprietà del 2013, anno in cui il marchio passa alla famiglia Marzotto.

Peck, dalla sua fondazione, si distingue sia come selezionatore sia come produttore. Il vasto assortimento di salumi e formaggi è selezionatissimo. Tra i prodotti di salumeria spiccano il prosciutto di Parma, il Culatello di Zibello e la celebre bresaola prodotta interamente da Peck. Tra i formaggi, invece, il Parmigiano Reggiano è in assoluto il prodotto di punta, selezionato da produttori che destinano a Peck solo le forme prive di imperfezioni. In cucina, le esperte mani dei cuochi preparano giornalmente pasta fresca e ripiena. Non mancano ovviamente prodotti gourmet, tra cui i porcini e i famosissimi carciofini sott’olio.

Io, per mia deformazione, sono molto affezionato all’enoteca, che mi ha colpito particolarmente il primo giorno in cui ci ho messo piede. In particolare, il vastissimo assortimento è una garanzia quando si hanno le idee confuse e, grazie all’aiuto del personale che è molto esperto e conosce tutti i prodotti in vendita, si ha la certezza di uscire soddisfatti.