Nel tour delle botteghe storiche milanesi, in questo articolo vi porterò in via Paolo Sarpi, nella Chinatown di Milano, per scoprire un luogo centrale nella cultura del vino della città, le Cantine Isola.

Ho frequentato parecchio il quartiere di via Sarpi e dintorni quando abitavo non lontano da lì, in via Piero della Francesca. Da quando ho messo piede a Milano a fine 2010, infatti, ho vissuto in quattro case in ben quattro quartieri diversi prima di approdare nell’attuale dimora, portandomi dietro nei traslochi non solo libri e scarpiere ma anche il pianoforte che avevo noleggiato. Tuttavia, questo nomadismo è stato molto utile in quanto mi ha permesso, e me ne accorgo col senno di poi, di conoscere più a fondo la città, nonostante gli oneri e le imprecazioni dovute al già menzionato pianoforte, costante croce e delizia della mia breve esistenza.

Ho riscoperto le Cantine Isola di recente, quando ho iniziato ad avere un minimo di cultura sul vino, complice l’età e qualche piccola possibilità economica in più. Sia ben chiaro, all’interno della vineria troviamo anche bottiglie dal costo abbordabile per un uso “quotidiano” e quest’ampia scelta è una delle principali qualità, a mio avviso, del posto: si trovano vini di ogni genere, vini dal gusto semplice, vini provenienti da agricoltura biodinamica (per gli integralisti del natural), rarità eccezionali per le occasioni più speciali e una considerevole sezione extra Italia. Anche la mescita è notevole, poiché gran parte di queste bottiglie sono anche stappate e versate direttamente nel calice dei clienti, senza lesinare sulle varietà proposte. Il personale è molto cortese e disponibile nel raccontare le bottiglie che affollano gli scaffali, i luoghi e i personaggi dietro di esse, con la convivialità propria di chi ama quello che fa.

Inoltre, le Cantine Isola sono molto alla mano e permettono di fare una cosa che solitamente è un tabù: consumare al tavolo anche cibo proveniente da altri posti! Il locale serve stuzzichini, ma non ha la cucina, per cui i gestori hanno deciso che si può sedere tranquillamente e, bevendo uno dei loro ottimi vini, mangiare qualcosa preso negli altri bar e ristoranti, dando vita magari a una cena italo-cinese a base di baozi e ribolla (non me ne voglia nessuno se l’abbinamento non è dei più caldeggiati).

La vineria è attiva a Milano dal 1896, quando si chiamava ancora, in milanese, Boeucc dell’Isola, dove Isola era il cognome di Giovanni, fondatore dell’osteria e compagno di Filippo Turati, che sul giornale dei socialisti milanesi, La battaglia, pubblica una pubblicità del Boeucc: una copia originale è ancora esposta in enoteca e strizza l’occhio a chi, come me, simpatizza per certi personaggi storici. Sul sito internet delle Cantine Isola si può leggere nel dettaglio la storia del locale, che, come spesso accade nelle botteghe storiche, vede una solida tradizione familiare tramandarsi attraverso le generazioni.

Oggi in questa enoteca mi sono fatto un piccolo regalo che aprirò in occasione del compleanno di un amico, una bottiglia di vino tendente all’orange,ultima mia fissazione in fatto di bevande. Ovviamente, la scelta era ampia e le mie idee confuse, ma dopo un po’ di chiacchiere sono venuto a capo, portandomi a casa una bottiglia di grillo proveniente dalla Sicilia. E sono sicuro che ci regalerà soddisfazioni.