Vi è mai capitato di fare una cena in mezzo ad una piazza? I bar non contano, funziona più o meno così: avvisate gli amici, Gino mette il tavolo, Pino le sedie, Franco cucina e Tonino porta il vino. Si va tutti in piazza, si apparecchia e si invitano i passanti a favorire. No, non è la classica terronata, ma mi è successo a Milano qualche anno fa nel bel mezzo di piazza XXIV maggio, proprio sotto alla porta.

Unico reperto fotografico della cena in Piazza XXIV Maggio

L’idea era arrivata da Maurizio Romani, proprietario della gioielleria T’am T’am in Corso di Porta Ticinese che già da un po’ di tempo, con il coinvolgimento di artisti visivi e dei commercianti della zona, stava avviando un processo che di fatto ha cambiato la via, trasformandola da corso di Porta Ticinese in Via dell’Ironia.

Via dell’ironia nasce dalla convinzione che la trama dei rapporti sociali “uno a uno” tra abitanti e commercianti di una zona circoscritta possa generare una piattaforma di possibilità infinite.Il primo livello di questi rapporti è stato raggiunto nella trasformazione figurativa della via: i commercianti hanno concesso le loro lombarde “clèr” ad artisti visivi che spesso faticano a trovare spazio per esprimersi. La via è stata tappezzata di barzellette e sketch divertenti (ad esempio la lettera “r” sostituita con la “l” sull’insegna di un ristorante orientale) e sono comparse le targhe di “Via dell’Ironia” affianco a quelle di Corso di Porta ticinese.

La serranda dipinta e il muro parlante sono diventati allo stesso tempo un punto d’incontro tra i cittadini e una cura alle “tag”, quel tipo di graffito in cui c’è spazio solo per il nome dell’” artista” totalmente privo di contenuti e assimilabile alla pipì del cane che marca il territorio.

Da questo primo livello di comunicazione se ne sono generati altri che hanno di volta in volta cambiato la via, veicolando spesso messaggi polemici. Sono comparse bambole di pezza intrappolate nei globi luminosi durante il periodo di natale, provocatori orinatoi con canaline di scolo di nella zona di via Vetere e palloncini in strada. Ma la cosa più bella era il coinvolgimento dei passanti in un generale clima festoso, perché spesso in via dell’ironia si veniva trascinati in jam session itineranti, analisi psicologiche tramite disegni e capitava spesso che qualcuno si affacciasse dalla finestra del laboratorio di Maurizio invitandoti a salire.

Purtroppo è da un paio d’anni che quando passo in Via dell’Ironia mi sembra sempre uguale. Le sue insegne sono ormai quasi del tutto sparite. Non noto più situazioni fuori dall’ordinario probabilmente perché il nucleo che ha dato origine a tutto è ormai sfaldato. Eppure, quello che è stato fatto rimane nei disegni e nelle scritte ancora ben visibili sui muri. E chissà, magari qualcuno ricomincerà ad affacciarsi a quella finestra piena di girandole e a sventolare un gallo di gomma.

“Le targhe appese qualche anno fa ormai non si leggono più”