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Eccomi qua, in diretta da Groningen. L’avevo già anticipato, ma ora posso inaugurare ufficialmente il mio anno da reporter in patria olandese portando nel nostro blog una prospettiva internazionale e privilegiata, poiché è noto che il Design contemporaneo deve molto ai Paesi Bassi e al loro pragmatismo progettuale.

Inizio questo nuovo ciclo tematico con una riflessione sugli spazi abitativi, su come si vive dentro casa e su come architettura e interni cambiano qui, a circa 40 km dal Mare del Nord, in una città che, per certi versi, sembra coniugare l’estetica urbana anglosassone all’ordine e semplicità concettuale scandinava.

Se penso all’Olanda ricordo immediatamente l’altezza media delle persone che, a differenza dei paesi sud-europei, è decisamente maggiore. Mentre ero sull’aereo per raggiungere Amsterdam, infatti, uno dei miei pensieri più frequenti era: “almeno riguardo taglie e misure non avrò problemi”, essendo 1.95 cm di altezza con un 48.5 di piede. E su scarpe e magliette niente da dire, ma mentre ero in cerca di un appartamento per il master a Groningen ho potuto constatare che non vale lo stesso per gli spazi abitativi.

Strette, piccole, basse. Tre aggettivi ricorrenti durante la mia esplorazione, tra student rooms (circa un terzo dei cittadini di Groningen è uno studente universitario), appartamenti da condividere e persino case galleggianti sui canali sotto forma di barche riconvertite; tutto ciò mi ha spinto a richiedere spiegazioni agli stessi cittadini di Groningen. I feedback degli intervistati sono stati sostanzialmente due: “Spazio abitativo e rapidità di riscaldamento sono inversamente proporzionali” e “Non eravamo così alti un paio di generazioni fa”. Ed è vero, se si considera che la data di costruzione della maggior parte delle case risale tuttora a ben prima della Seconda guerra mondiale, il che si traduce in stanze strutturate in maniera radicalmente diversa da come un addetto ai lavori progetterebbe una casa o appartamento oggi.

Al contrario, invece, le case di nuova costruzione o radicalmente ristrutturate appaiono decisamente più ampie, con camere spaziose e soffitti più alti, con pareti di colore più chiaro e un pavimento in tek, parquet o simil-legno anziché la filo-anglosassone moquette. Insomma, un’evoluzione nella concezione dello spazio abitativo che tiene conto sia delle tendenze estetiche sia del ‘boom’ generazionale avvenuto negli ultimi decenni. Insomma, un bilocale striminzito in provincia di Milano potrebbe essere ben più spazioso di una casa per famiglie in una città come Groningen.

Tuttavia ora, mentre scrivo questo nuovo articolo, sono molto felice nel raccontarvi il mio punto di vista da uno studio ampio e luminoso, quartier generale del mio DesignTelling dall’Olanda. Ci aggiorniamo tra qualche chilometro di bicicletta.

Tot ziens!

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